Liste d’attesa, la Camera approva sei mozioni bipartisan: dal superamento dei tetti di spesa alla trasparenza delle agende, ecco le richieste

Liste d’attesa, la Camera approva sei mozioni bipartisan: dal superamento dei tetti di spesa alla trasparenza delle agende, ecco le richieste

Liste d’attesa, la Camera approva sei mozioni bipartisan: dal superamento dei tetti di spesa alla trasparenza delle agende, ecco le richieste

Nei diversi testi si chiede con urgenza, tra le altre cose, il completamento dei decreti attuativi, la piena trasparenza della Piattaforma nazionale, il superamento dei tetti di spesa per il personale sanitario e un piano straordinario di assunzioni.

L’Aula della Camera ha approvato oggi un pacchetto di mozioni che tracciano la rotta del governo in materia di liste d’attesa, tra rivendicazioni sugli investimenti effettuati e richieste di accelerazione sull’attuazione delle misure già in campo. Il risultato è un quadro composito: la mozione di maggioranza (prima firmataria Imma Vietri, (FdI) è passata in blocco, mentre sono stati accolti parzialmente anche gli ordini del giorno presentati da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Azione, su temi chiave come il rafforzamento del personale, la trasparenza delle agende e il superamento dei tetti di spesa.

Il cuore della mozione di maggioranza è un’operazione politica e narrativa insieme: il governo rivendica di aver ereditato un Servizio sanitario nazionale “definanziato e svuotato” e di averlo rimesso in carreggiata con investimenti senza precedenti. I numeri citati nel testo sono impressionanti: il Fondo sanitario nazionale è passato da 125 a 142,9 miliardi di euro dal 2022 a oggi, con un incremento di quasi 18 miliardi in quattro anni. Per il solo 2026, l’aumento rispetto alle norme vigenti è di 7,4 miliardi. Il rapporto tra spesa sanitaria e Pil, dopo anni di declino, torna a salire. E il gap con la media europea, che nel periodo pre-pandemico sfiorava i 15 miliardi, si è ridotto a 7,8 miliardi.

Ma il dato che il governo sottolinea con maggiore forza è quello relativo all’attuazione del decreto-legge 73 del 2024, il primo intervento organico sulle liste d’attesa dopo anni di inerzia. Quattro dei sei decreti attuativi sono già in Gazzetta Ufficiale, gli ultimi due – sulla metodologia per il fabbisogno di personale e sulle linee guida per le agende – sono in fase avanzata. E il monitoraggio del Ministero della salute, citato nel testo, parlerebbe di un incremento del 20 per cento dei volumi di prestazioni in oltre mille strutture ospedaliere.

Il testo impegna il governo a completare l’adozione dei decreti mancanti, a rendere pienamente operativa la Piattaforma nazionale delle liste di attesa con dati aperti e disaggregati, e a mettere in campo un piano di assunzioni straordinarie, con il superamento definitivo del tetto di spesa per il personale sanitario. Ma c’è un passaggio che rivela la tensione tra centro e periferia: il governo chiede alle Regioni di fare la loro parte, ricordando che al terzo trimestre 2025, delle somme programmate per l’abbattimento delle liste d’attesa, 135 milioni su 1,37 miliardi non risultano ancora pienamente impegnati. Una cifra che, nelle intenzioni della maggioranza, dovrà essere rapidamente spesa, con piani operativi straordinari e obiettivi vincolanti.

Le opposizioni: “Risultati ancora lontani”
Il quadro dipinto dal governo, però, non convince le opposizioni. La mozione a prima firma Giuseppe Conte (M5S), approvata in diversi punti, parte da una premessa opposta: il Servizio sanitario nazionale è stato “svuotato” da anni di sottofinanziamento, regionalizzazione spinta e aziendalizzazione estrema. E il decreto sulle liste d’attesa, a diciotto mesi dalla sua conversione in legge, non avrebbe ancora prodotto risultati concreti, come confermato anche dalla Procura generale della Corte dei conti nella recente relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

I punti approvati del testo pentastellato chiedono l’adozione urgente dei decreti attuativi mancanti, la piena operatività della Piattaforma nazionale con dati disaggregati per regime di erogazione (Ssn e intramoenia), il rafforzamento strutturale del personale con un piano straordinario di assunzioni, e il contrasto all’inappropriatezza prescrittiva. Una richiesta, quest’ultima, su cui il governo ha già espresso disponibilità a lavorare.

Pd: “Superare i tetti di spesa, trasparenza sull’intramoenia”
Anche la mozione del Partito Democratico, prima firmataria Ilenia Malavasi, ha ottenuto l’approvazione di numerosi punti. Il testo chiede con forza il superamento dei tetti di spesa sul personale, la definizione di un piano pluriennale di assunzioni straordinarie, e misure per garantire che l’attività libero-professionale non pregiudichi l’erogazione delle prestazioni a carico del Ssn. Un passaggio particolarmente significativo è quello che propone di far sostenere dal sistema pubblico la parte eccedente dei costi delle prestazioni in intramoenia quando il cittadino non possa ottenere tempestivamente la prestazione nel circuito istituzionale: una sorta di “tutela dell’urgenza” che il governo dovrà valutare.

Tra gli altri impegni approvati, il rafforzamento della medicina territoriale, la riduzione della spesa sanitaria sui redditi più bassi, e la richiesta di escludere espressamente la sanità dall’autonomia differenziata, per evitare che si acuiscano le disuguaglianze territoriali.

Italia Viva e Azione: personale, cup unico e appropriatezza
Italia Viva, con una mozione a firma Davide Faraone, ha ottenuto l’approvazione di impegni sulla trasparenza delle agende e sul contrasto alle cosiddette “liste di attesa occulte”, chiedendo che i tempi di attesa del regime istituzionale, dell’intramoenia e del privato accreditato siano pubblicamente confrontabili. Il testo approvato chiede anche un piano pluriennale di rafforzamento del personale con incrementi retributivi in linea con gli standard europei, e la piena operatività delle case della comunità e degli ospedali di comunità previsti dal Pnrr.

Azione, con una mozione a prima firma Elena Bonetti, ha invece puntato sul nodo del “come” si spende, accanto al “quanto”. Tra gli impegni approvati, l’analisi di fabbisogni e costi standard, l’accorpamento delle stazioni appaltanti e la definizione di una dimensione minima efficiente per aziende sanitarie e ospedaliere. Il testo chiede anche un cup unico a livello regionale, con caratteristiche uniformi su scala nazionale, e un piano straordinario di assunzioni con adeguamento degli stipendi dei sanitari agli standard europei, per fermare l’emorragia di medici verso il privato e l’estero.

01 Aprile 2026

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