Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”

Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”

Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”

Il ministro della Salute al Forum Ansa: "Screening e prevenzione per una sanità sostenibile. Dopo 13 anni, un piano sulla salute mentale, con un capitolo sulle dipendenze da social".

Un anno dopo l’entrata in vigore della legge per il contrasto alle lunghe attese, i primi risultati arrivano ma restano disomogenei sul territorio. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ospite del Forum Ansa, ha fatto il punto sullo stato di salute del Servizio sanitario nazionale a 47 anni dalla sua nascita. “Dove la legge è applicata, il trend è positivo – ha detto – c’è un aumento delle prestazioni e una riduzione dei tempi di attesa. Ma c’è ancora disomogeneità regionale, con Regioni più e meno performanti. Il ministero è a disposizione per accompagnare le amministrazioni in questo percorso”.

Il Cup unico e le prescrizioni inappropriate
Il ministro ha rivendicato il lavoro fatto dal governo su uno dei problemi più annosi della sanità italiana. “Prima non c’erano numeri che indicassero i ritardi nelle singole Regioni”, ha sottolineato, ricordando che la legge prevede che, se non è possibile ottenere una prestazione nei tempi stabiliti nel pubblico, il cittadino possa rivolgersi al privato convenzionato senza costi aggiuntivi. L’altra faccia della medaglia, ha aggiunto Schillaci, è l’elevato tasso di inappropriatezza delle richieste. “C’è un numero crescente di esami diagnostici richiesti dai cittadini – ha spiegato – stiamo lavorando con l’Istituto superiore di sanità per aiutare i medici nella prescrizione. A volte, lo dico da medico, è più facile accogliere una richiesta inappropriata che respingerla”.

Case di comunità: 600 milioni in due anni per le assunzioni
Sulla riforma della medicina territoriale, il ministro ha annunciato risorse consistenti: 250 milioni nel 2024 e 350 milioni nel 2025 già stanziati con le leggi di bilancio per le nuove assunzioni nelle Case di comunità. “Il Pnrr è un’occasione unica per colmare i divari – ha detto – ma bisogna dare ulteriore impulso non solo creando infrastrutture, ma anche fornendo servizi”. Il ruolo dei medici di famiglia è considerato “indispensabile”. “Vogliamo che collaborino insieme agli specialisti – ha spiegato Schillaci – devono diventare il fulcro della medicina di prossimità, per evitare che i cittadini vadano negli ospedali congestionandoli”.

Prevenzione e vaccini per una sanità sostenibile
Il ministro ha puntato il dito sulla necessità di adattare il Servizio sanitario nazionale ai cambiamenti demografici. “Siamo i più longevi in Europa e i secondi al mondo – ha ricordato – dobbiamo fare in modo che le persone arrivino agli anni più avanzati in buona salute. E questo si può fare puntando sulla prevenzione”. Per questo, ha sottolineato l’importanza di insegnare una corretta alimentazione e l’attività fisica fin dalle scuole elementari, “anche con il supporto di testimonial”. Quanto agli screening oncologici, “durante il Covid si erano ridotti; ora stanno crescendo di nuovo, ma permane una forte distanza tra Nord e Sud”. Il ministero sta portando avanti campagne di comunicazione anche in tv, e ha aumentato l’età per l’accesso agli screening per tumore al seno e colon-retto, mentre è in fase di studio l’introduzione di quello per il tumore al polmone. Infine, i vaccini: “Con l’aumentare della copertura contro il virus respiratorio sinciziale – ha concluso – si osserva una drastica riduzione dei ricoveri e degli accessi in terapia intensiva dei neonati”.

Salute mentale: dopo 13 anni un nuovo piano
Schillaci ha annunciato un’altra novità: “Dopo 13 anni, l’Italia ha finalmente un Piano organico per la salute mentale”, finanziato con risorse pluriennali e con 30 milioni nel primo anno destinati alle assunzioni di specialisti. “Il piano prevede anche un capitolo dedicato alle dipendenze – ha spiegato – che oggi includono anche quelle da social e da internet, con situazioni che evolvono rapidamente”. Il ministro ha ricordato l’importanza della prevenzione in età giovanile e il finanziamento degli psicologi nelle scuole. “Non bisogna avere paura di affrontare un disturbo psicologico – ha detto – solo diagnosticandolo si può intervenire”. Sul ruolo dei social media come amplificatori di disagi, Schillaci ha assicurato l’impegno del suo dicastero “attivamente con il Dipartimento Dipendenze della Presidenza del Consiglio. Dobbiamo avere strumenti per affrontare il tema in modo scientifico”. Infine, in occasione della giornata della consapevolezza sull’autismo, il ministro ha ricordato che si tratta di un “problema importante con numeri in crescita esponenziale, che va affrontato insieme a associazioni di familiari, comunità scientifica e istituzioni”.

02 Aprile 2026

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