Lorenzin al question time su orario lavoro medici, caso Geymonat e diagnosi precoci 

Lorenzin al question time su orario lavoro medici, caso Geymonat e diagnosi precoci 

Lorenzin al question time su orario lavoro medici, caso Geymonat e diagnosi precoci 
Ripristinare presto limiti europei per gli orari dei sanitari. I Nas sono tutt'ora impegnati nella ricerca delle 9.500 confezioni del farmacocontraffatto ma il sistema di farmacovigilanza ha funzionato. Allo studio campagne ad hoc per la prevenzione tra i giovani. Queste le assicurazioni del ministro. 

Una direttiva della commissione europea, la 88/2003, chiede al governo di ripristinare la disciplina sull'orario massimo di lavoro settimanale e sul diritto di riposo per il personale medico e sanitario e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, oggi nel corso del consueto question time alla Camera ha risposto a Donata Lenzi (Pd) (vedi testo integrale), spiegando di aver "provveduto ieri a firmare una nota indirizzata al ministro degli Affari Europei con cui ho promosso l'esigenza di avviare un rapido confronto anche con il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il dipartimento della funzione pubblica e con l'Aran per arrivare a soluzioni volte a ripristinare, anche per il personale medico e sanitario, la validità delle disposizioni sull'orario massimo di lavoro settimanale e del diritto di riposo secondo la direttiva europea 88/2003".
"Detta iniziativa – ha concluso il ministro – servirà per garantire la piena rispondenza delle disposizioni espresse nel parere motivato e formalizzato dalla commissione europea il 30 maggio scorso".

Lorenzin è stata anche chiamata a rispondere ad Andrea Cecconi (M5S) (vedi testo integrale), prendendo spunto dalle vicenda avvenuta la settimana scorsa dell'arresto di tre dirigenti di una casa farmaceutica che produce uno sciroppo utilizzato per il trattamento e la cura di affezioni respiratorie di bambini e lattanti, sulla contraffazione dei farmaci.

"Ancora oggi i Nas stanno provvedendo a rintracciare le oltre 9.500 confezioni del farmaco che si trovano ancora nelle case dei nostri cittadini – ha spiegato il ministro – Siamo certi che la magistratura avrà il suo giusto corso, ma oggi quel che ci preme più sapere è come stanno i bambini che hanno assunto questo farmaco contraffatto e soprattutto ci preme sapere come il Governo e i suoi ministeri intendano affrontare il tema della contraffazione dei farmaci".
"Il Ministero – ha detto Lorenzin – dedica già da molto tempo attenzione al problema della contraffazione farmaceutica riguardante prodotti non fabbricati in conformità alle norme GMP, riconosciute a livello mondiale. I risultati ottenuti fino ad oggi hanno permesso di tenere sotto controllo il mercato nazionale e, inoltre, l'Italia è considerata tra i Paesi guida nella lotta alla contraffazione farmaceutica. In Italia il fenomeno della contraffazione appare pressoché inesistente". Questa la premessa. Poi Lorenzin ha aggiunto che il risultato è stato reso possibile grazie "al sistema di tracciabilità del farmaco" e all'attività "di prevenzione e contrasto portate avanti, ormai da diversi anni, dalla task force Impact Italia di cui il Ministero della salute, i Nas, l'Aifa e l'Istituto superiore di sanità fanno parte".
Nello specifico caso poi Lorenzin ha chiosato dicendo che la "conclusione dell'indagine sulla contraffazione del farmaco più che un segnale d'allarme sulla sicurezza dei prodotti commercializzati in Italia costituisce una conferma della capacità dell'istituzione di tutelare la salute pubblica e di perseguire efficacemente il crimine farmaceutico".

Ultima interrogazione di Simone Baldelli (Pdl) (vedi testo integrale), riguardava le iniziativa che il governo intende prendere  per garantire la diagnosi precoce di patologie in età giovanile, specie maschile, una volta venuta meno laleva obbligatoria che costituiva una importante opera di prevenzione.
"Stiamo studiando – ha detto Lorenzin – di attivare delle specifiche campagne informative per promuovere, presso i giovani minorenni che si trovino a ridosso della maggiore età, percorsi di prevenzione che implicano controlli sanitari preventivi da compiersi presso i medici e le strutture del Servizio sanitario nazionale, finalizzati alla diagnosi precoce di patologie, anche genetiche, la cui cura può essere facilitata proprio dall'anticipazione della diagnosi e costituire, poi, per l'intero Servizio sanitario nazionale un risparmio molto notevole di costi negli anni successivi".

26 Giugno 2013

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