Accelerare l’accesso ai farmaci innovativi, aumentare le risorse destinate all’innovazione e investire nella piena operatività delle Case della comunità. Sono alcune delle priorità indicate dal ministro della Salute Orazio Schillaci in vista della prossima Legge di Bilancio. Intervenendo a Roma al “Forum salute e innovazione: rafforzare la competitività in Italia e in Europa”, promosso da Novartis con il supporto organizzativo di Forum in Masseria, il ministro ha anticipato alcuni degli interventi sui quali il Governo sta lavorando, a partire dal settore farmaceutico.
Sul fronte dei medicinali innovativi, Schillaci ha spiegato che l’obiettivo è introdurre modifiche che consentano “un accesso più rapido” alle nuove terapie, accompagnate da un rafforzamento economico del Fondo per l’innovazione. Un’indicazione che si inserisce nel confronto sulle risorse destinate alla farmaceutica e sulla necessità di rendere disponibili tempestivamente ai pazienti i progressi della ricerca, senza compromettere la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Il nodo principale rimane però quello delle coperture finanziarie. Schillaci ha ribadito di essere stato tra i primi a chiedere che la spesa sanitaria raggiungesse il 7% del Pil, riconoscendo tuttavia le difficoltà nel reperire le risorse necessarie. “Il primo a dire che la spesa sanitaria dovrebbe arrivare al 7% sono stato io. Oggi servono 25 miliardi di più, dove trovano le coperture?”, ha osservato il ministro, commentando la richiesta del Partito Democratico.
Un interrogativo che si inserisce nelle incertezze sugli stanziamenti della prossima manovra. Secondo le ultime ipotesi, il Fondo sanitario nazionale potrebbe beneficiare soltanto dell’incremento di un miliardo di euro già previsto dalla precedente Legge di Bilancio, mentre gli ulteriori 2,4 miliardi indicati nel Documento programmatico di finanza pubblica potrebbero essere destinati a misure specifiche, tra cui un bonus per le spese sanitarie degli anziani e interventi per la farmaceutica e i dispositivi medici. Uno scenario ancora da confermare, che lascerebbe aperta la questione del rafforzamento strutturale del finanziamento del Ssn.
Schillaci: “Investire nelle Case della comunità e superare le disuguaglianze tra Nord e Sud”
Tra le priorità indicate dal ministro figura anche il potenziamento dell’assistenza territoriale. Schillaci ha ricordato gli investimenti realizzati attraverso il PNRR e ha indicato in 1.200 le Case della comunità attive sul territorio nazionale, sottolineando tuttavia che il prossimo passaggio dovrà essere quello di renderle pienamente operative.
“La cosa che più mi dispiace sono le disuguaglianze tra Nord e Sud, su cui vorrei fare qualcosa”, ha affermato il ministro, ricordando che uno degli obiettivi della riorganizzazione territoriale è decongestionare i Pronto soccorso, offrendo ai cittadini risposte assistenziali più vicine ai luoghi di vita. Per raggiungere questo risultato, ha aggiunto, occorre continuare a investire anche attraverso la prossima manovra.
Il tema delle risorse si intreccia con quello dell’organizzazione del sistema sanitario. Schillaci ha rivendicato alcuni dei risultati ottenuti durante la legislatura, a partire dagli interventi per contrastare il ricorso ai medici gettonisti, definito una forma di “privatizzazione occulta” della sanità. Ha inoltre richiamato il nuovo Piano per la salute mentale, atteso da 13 anni, sottolineando l’importanza dei finanziamenti rivolti in particolare alle fasce più giovani della popolazione. Tra gli altri provvedimenti ricordati figurano i nuovi Livelli essenziali di assistenza e il raggiungimento degli obiettivi del PNRR.
Resta centrale anche la questione delle liste d’attesa, che il ministro ha definito una delle principali battaglie affrontate in questi anni. Secondo Schillaci, il sistema dispone oggi di strumenti di monitoraggio più affidabili per individuare le carenze nell’offerta di prestazioni, ma occorre intervenire anche sulla domanda sanitaria e sull’appropriatezza prescrittiva.
“C’è un 20% di inappropriatezza, ma non dipende solo dai medici di medicina generale”, ha osservato Schillaci, indicando nell’intelligenza artificiale un possibile strumento di supporto ai professionisti per individuare gli accertamenti realmente necessari. L’obiettivo, ha spiegato, deve essere quello di garantire ai cittadini gli esami di cui hanno bisogno, nel momento in cui servono, evitando prescrizioni non appropriate che contribuiscono ad aumentare la pressione sulle liste d’attesa.
Tajani: “Una card sanitaria per gli anziani e incentivi alle imprese farmaceutiche”
A confermare che la prossima Legge di Bilancio potrebbe contenere un intervento diretto a sostegno delle spese sanitarie dei cittadini è stato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, intervenuto allo stesso Forum.
“Stiamo lavorando per mettere in piedi una manovra che aiuti il ceto medio, che dia un segnale positivo ai giovani azzerando la pressione fiscale e un segnale anche agli anziani, che possono usufruire di una card nel settore sanitario”, ha dichiarato Tajani, spiegando che lo strumento sarebbe destinato a sostenere le spese non rimborsate dal Servizio sanitario nazionale.
La misura trova riscontro nelle anticipazioni già emerse sulla Manovra. Il Governo starebbe valutando un bonus sanitario rivolto agli over 75, di importo compreso tra 300 e 500 euro, per contribuire alle spese sostenute direttamente dai cittadini per le cure. Un intervento che potrebbe essere finanziato attraverso una parte delle risorse aggiuntive indicate nel Documento programmatico di finanza pubblica. Restano tuttavia da definire i requisiti di accesso, le modalità di erogazione e la dotazione effettiva della misura.
Si tratterebbe di un sostegno economico diretto alle famiglie, distinto dall’incremento del Fondo sanitario nazionale: le risorse destinate al bonus non si tradurrebbero infatti automaticamente in maggiori finanziamenti per le Regioni e per l’erogazione delle prestazioni del Ssn.
Tajani ha inoltre delineato una manovra che, nelle intenzioni del Governo, dovrà sostenere contemporaneamente famiglie e imprese, con particolare attenzione ai giovani, ai pensionati e al Mezzogiorno. Sul versante produttivo, il ministro ha annunciato l’intenzione di estendere l’Energy Release anche alle piccole e medie imprese, e non soltanto alle grandi aziende, per contribuire ad affrontare il problema dei costi energetici.
Un’attenzione specifica sarà riservata anche al comparto farmaceutico. “Per il settore farmaceutico ci sarà qualche segnale innovativo che premierà chi investe”, ha anticipato Tajani, senza entrare nel dettaglio degli strumenti allo studio. Il riferimento si inserisce nel confronto sulle misure a sostegno degli investimenti industriali e della competitività di un settore strategico per l’economia italiana.
Il ministro ha infine richiamato la necessità di mantenere una visione complessiva della Manovra, compatibile con le disponibilità finanziarie, citando anche il lavoro in corso su possibili interventi previdenziali per il personale delle Forze dell’ordine e delle Forze armate.
Urso: “Un passo sul payback già in questa manovra. L’obiettivo è superarlo”
Sul fronte delle politiche industriali e farmaceutiche, una delle anticipazioni più significative arriva dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha confermato la volontà del Governo di intervenire nuovamente sul meccanismo del payback, da tempo al centro delle richieste delle imprese del settore sanitario.
“Il sistema del payback è stato inventato da altri, realizzato da altri, in governi di cui noi eravamo all’opposizione”, ha ricordato il ministro, sottolineando che l’Esecutivo sta cercando di introdurre progressivamente modifiche al suo funzionamento, con l’obiettivo di arrivare, quando le condizioni lo consentiranno, “al superamento del meccanismo”.
“Un passo ci sarà anche in questa manovra economica”, ha assicurato Urso, spiegando che la direzione deve essere quella di “aiutare, incentivare e non frenare le imprese e gli investimenti nel nostro Paese”. Il ministro non ha precisato quale sarà la modifica prevista né le risorse che potranno essere destinate all’intervento.
Le dichiarazioni si inseriscono in un quadro nel quale, secondo le anticipazioni sulla Legge di Bilancio, potrebbero essere previsti ulteriori interventi per il comparto farmaceutico e per quello dei dispositivi medici. Resta tuttavia da verificare quali misure troveranno effettivamente spazio nel testo e con quali modalità.
Urso ha quindi sottolineato il peso strategico della farmaceutica e della diagnostica per l’economia nazionale, richiamando i risultati dell’industria italiana sul fronte dell’innovazione, degli investimenti e delle esportazioni.
Secondo i dati citati dal ministro, “i brevetti sono aumentati del 26% negli ultimi cinque anni”, mentre gli investimenti nel Paese hanno registrato una crescita significativa. Nel 2025, ha ricordato, “le esportazioni italiane sono cresciute del 3,3% a livello globale e del 7,1% negli Stati Uniti”, nonostante dazi e barriere commerciali, anche grazie al contributo del settore farmaceutico. Un andamento positivo che, secondo Urso, sarebbe proseguito anche nella prima parte del 2026, seppure a ritmi inferiori rispetto all’anno precedente.
Per mantenere questa posizione competitiva, il ministro ha richiamato la necessità di accelerare anche a livello europeo, intervenendo sul quadro regolatorio per ridurre i tempi della ricerca, della produzione e dell’accesso ai medicinali.
La velocità, ha sottolineato, rappresenta ormai uno dei principali fattori della competizione internazionale. Cina e Stati Uniti procedono con maggiore rapidità e l’Europa non può permettersi di rimanere indietro, soprattutto in un settore nel quale l’innovazione ha conseguenze dirette sulla disponibilità delle terapie per i cittadini.
A questo si aggiunge il tema della sicurezza delle catene di approvvigionamento. Urso ha richiamato la necessità di “garantire l’accesso alle materie prime” e, in particolare, ai principi attivi indispensabili per la produzione di medicinali essenziali, considerandolo un elemento strategico per l’autonomia industriale e sanitaria europea.
Quanto alle possibilità che la prossima Legge di Bilancio riesca a soddisfare le esigenze del Paese, il ministro ha ribadito la necessità di mantenere i conti pubblici in equilibrio, indirizzando le risorse disponibili verso le priorità già individuate dal Governo: famiglie, natalità, scuola, sanità, giovani e imprese.