Manovra. Smi chiede di adeguare compensi medici di medicina generale all’inflazione

Manovra. Smi chiede di adeguare compensi medici di medicina generale all’inflazione

Manovra. Smi chiede di adeguare compensi medici di medicina generale all’inflazione
Il sindacato propone ai senatori un emendamento alla Legge di Bilancio che prevede il completo adeguamento dei compensi al tasso di inflazione rilevato dal 2009 al 2019, il fondo destinato ai rinnovi contrattuali della medicina convenzionata viene integrato con una dotazione di ulteriori 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020 da destinare, nell’ambito delle intese Stato e Regioni, alla contrattazione collettiva nazionale per il triennio 2019-2021”. LA PROPOSTA

“I medici di medicina generale in Italia sono circa 50 mila ed i loro stipendi da oltre 10 anni non sono adeguatamente rivalutati sulla base dell’inflazione registrata annualmente dall’ISTAT. I medici di altri paesi membri dell’Unione Europea, in particolare i sanitari francesi e tedeschi godono di trattamenti salariali ben superiori al 30-40% dei salari dei medici italiani. Da diversi anni assistiamo ad un forte fenomeno di emigrazione di sanitari verso i paesi dell’Europa. Per queste ragioni abbiamo sottoposto a tutti i senatori della Commissione Bilancio un emendamento che ripristina un diritto mal tolto, facendo recuperare l’inflazione agli stipendi di medici di medicina generale del nostro Paese da dieci anni a questa parte”, così in una dichiarazione, Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani nell’ annunciare l’emendamento dello SMI al prossimo documento di bilancio dello Stato.
 
“Il testo dell’emendamento – precisa Onotri – prevede che al fine di assicurare per i medici di medicina generale, il completo adeguamento dei compensi al tasso di inflazione rilevato dal 2009 al 2019, il fondo destinato ai rinnovi contrattuali della medicina convenzionata viene integrato con una dotazione di ulteriori 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020 da destinare, nell’ambito delle intese Stato e Regioni, alla contrattazione collettiva nazionale per il triennio 2019-2021. L’ adeguamento sarà rivalutato annualmente sulla base del tasso di inflazione programmato rilevabile dai documenti del Governo”.
 
“La misura proposta può contribuire, sicuramente, ad avvicinare i salari dei medici italiani a quelli dei professionisti europei ponendo un freno al fenomeno migratorio verso gli altri paesi Europei, rendendo più attraente la professione medica soprattutto per i giovani medici che saranno incentivati a restare in Italia, impendendo in questo modo l’implosione del SSN. Siamo sicuri che le forze politiche presenti in Parlamento saranno sensibili a questo appello dei medici italiani, che lavorano, ormai da tempo, in condizioni di estrema difficoltà per assicurare la cura e l’assistenza a tutti cittadini italiani”, conclude Onotri.

19 Novembre 2019

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