Oggi al via le consultazioni al Quirinale. E intanto Di Maio apre a “contratto di Governo alla tedesca” ma chiude a Forza Italia

Oggi al via le consultazioni al Quirinale. E intanto Di Maio apre a “contratto di Governo alla tedesca” ma chiude a Forza Italia

Oggi al via le consultazioni al Quirinale. E intanto Di Maio apre a “contratto di Governo alla tedesca” ma chiude a Forza Italia
Iniziate questa mattina con i neopresidenti di Camera e Senato, seguiti dal presidente emerito Giorgio Napolitano. E'stato poi il turno del gruppo parlamentare delle Autonomie e della delegazione del gruppo Misto del Senato. A chiudere la giornata Fratelli d'Italia. I rumors parlano di un presidente Mattarella deciso a svolgere un ruolo "attivo" concentrandosi sui temi più che sui nomi. E ieri Di Maio aveva anticipato: "Se avremo l’incarico ci siederemo attorno a un tavolo con chi degli altri partiti vorrà starci, fisseremo dei punti e poi firmeremo un contratto". Ma pone un vero su FI e Berlusconi.

Hanno preso il via questa mattina al Quirinale le consultazioni in vista della formazione del nuovo Governo. Il programma della giornata ha visto per prima salire al Colle alle 10.30 la neopresidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e poi alle 11,30 sarà il presidente della Camera Roberto Fico. In entrambi i casi, da prassi, i due presidenti del Parlamento non hanno rilascitrao dichiarazioni all'uscita dal colloquio con il capo dello Stato per rispetto del proprio ruolo superpartes.
 
Alle 12.30 il turno del presidente emerito Giorgio Napolitano che questa volta si è seduto dall'altro lato della scrivania. Anche in questo caso nessuna dichiarazione all'uscita da perte del presidente emerito. Le consultazioni sopo poi riprese alle 16.30 con il gruppo parlamentare delle Autonomie. A seguire la delegazione del gruppo misto di Palazzo Madama. Mentra a chiudere la prima giornata è stata alle 18.30 la delegazione di Fratelli d'Italia, capitanata da Giorgia Meloni
 
Domani è invece la volta dei partiti 'maggiori'. I primi, alle 10, saranno Maurizio MartinaAndrea Marcucci e Graziano Delrio in rappresentanza dei 52 senatori e 111 deputati del Partito Democratico. Alle 11 verranno ascoltati Silvio BerlusconiAnna Maria Bernini e Mariastella Gelmini che rappresenteranno i 61 senatori e 104 deputati di Forza Italia.
 
Alle 12 sarà poi il turno di Matteo SalviniGian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti per i 58 senatori e 125 deputati della Lega. A chiudere la giornata, nel pomeriggio alle 16,30, Luigi Di MaioDanilo Toninelli e Giulia Grillo in rappresentanza dei 109 senatori e 222 deputati del MoVimento 5 Stelle.
 
I rumors sostengono che il presidente Mattarella sia intenzionato a svolgere un ruolo "attivo" in queste consultazioni concentrandosi sui temi, per valutare le possibili convergenze, piu che sui nomi. Almeno in parte, sulla stessa lunghezza d'onda del presidente della Repubblica sembra essere Luigi Di Maio che, pur insistendo sul suo nome per l'affidamento dell'incarico di governo, ha lanciato ieri la proposta di un contratto di Governo alla tedesca: "Se avremo l’incarico faremo come hanno fatto in Germania Cdu e Spd. Ci siederemo attorno a un tavolo con chi degli altri partiti vorrà starci, fisseremo dei punti e poi firmeremo un contratto. Così saremo tutti vincolati agli impegni presi".
 
E per questa la Grosse Koalition all’italiana il leader dei 5 stelle si rivolge sia al PD che alla coalizione di Centro Destra, ponendo però alcuni veti. È ufficiale il 'no' a Forza Italia ed al suo presidente Silvio Berlusconi, e da qui l'esortazione alla Lega: "Salvini deve decidere se è per la rivoluzione e per cambiare davvero le cose in questo Paese, o per la restaurazione restando legato a Berlusconi ed all'ancien regime".
 
Dall'altra parte, non sono mancate parole di apetura al Partito Democratico con un invito a "lavorare insieme per il bene del Paese mettendo da parte posizioni di chiusura dettate solo da interessi e risentimenti personali di Renzi". Insomma, l'impressione è che insieme ai lavori per formare un Governo nell'immediato, il M5S si stia già occupando anche del futuro puntando ad una scomposizione delle attuali forze politiche in campo. Tutto questo spingendo per una rottura del fronte del Centro Destra da un lato e sull'acuirsi della spaccatura interna ai dem dall'altro.
 
Giovanni Rodriquez

04 Aprile 2018

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