Piano punti nascita: Fazio, “via libera della Stato-Regioni previsto per il 1° dicembre”

Piano punti nascita: Fazio, “via libera della Stato-Regioni previsto per il 1° dicembre”

Piano punti nascita: Fazio, “via libera della Stato-Regioni previsto per il 1° dicembre”
Lo ha annunciato il ministro della Salute nel corso dell’audizione svolta oggi in commissione Affari Sociali. I deputati contestano di aver appreso i contenuti del Piano attraverso i media e di non aver ancora ricevuto dal ministero una copia del Piano. Fazio tornerà in commissione Affari Sociali mercoledì prossimo, 24 novembre, per ascoltare i pareri dei deputati.

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio è stato ascoltato oggi in audizione in Commissione Affari Sociali della Camera. Al centro dell’incontro, la riorganizzazione dei Punti nascita e il miglioramento del settore materno-infantile. Materia sulla quale, ha ricordato Anna Margherita Miotto, la commissione sta lavorando da tempo con una serie di progetti di legge che, tuttavia, sono stati ‘scavalcati’ dal Piano presentato recentemente dal ministro Fazio e consegnato il 3 novembre scorso in conferenza Stato-Regioni. Piano di cui, “peraltro, abbiamo dovuto apprendere i contenuti sui giornali – ha lamentato Miotto, rivolta al ministro – perché il ministero, ad oggi, non ci ha inviato alcuna copia da visionare, pur sapendo che da settimane la commissione è riunita in audizione sulla stessa materia”. Miotto ha quindi avanzato l’ipotesi di sospendere i lavori sui progetti di legge presentati in commissione per avviare un confronto sul Piano proposto da Fazio e che, secondo il ministro, dovrebbe ricevere il via libera della conferenza Stato-Regioni il prossimo 1° dicembre.

Nel corso dell’audizione Fazio ha illustrato i punti principali del Piano partendo da uno degli obiettivi primari: abbattere il ricorso al taglio cesareo. “Non ci sono evidenze sul fatto che i cesarei effettuati in Italia siano associati al rischio della condizione materno-fetale né che comportino esiti di assistenza migliore”, ha osservato Fazio. L’alto tasso di ricorso al cesare, così come la grande variabilità regionale e intraregionale, secondo il ministro è “indice di un comportamento clinico assistenziale inappropriato”, dovuto sia a “carenze strutturali e organizzative” che “culturali”.
Fazio ha quindi sottolineato come le azioni che compongono il Piano siano state elaborate e condivise con le maggiori associazioni italiane di ginecologi, l’Aogoi e la Sigo, utilizzando “un approccio che non guarda solo al parto, bensì all’intero percorso nascita”.
 
Si va così dalla chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti all’anno che però, ha spiegato il ministro, “sarà progressiva e non tout court”, ma in base alle esigenze dei territori.

Tra le novità previste dal Piano, anche l’individuazione di criteri di premialità per le strutture e i direttori generali, di dipartimento e di struttura complessa che raggiungeranno i risultati migliori. Attenzione però, ha osservato il presidente della Commissione, Giuseppe Palumbo, “a non associare la premialità alla mera riduzione numerica dei cesarei”. Nessun rischio, ha replicato il ministro, perché il sistema sarà basato sull’“appropriatezza legata agli esiti”, cioè sulla “verifica delle attività cliniche che rientrano nei criteri di appropriatezza e danno il migliore esito”.
 
A conclusione dell’audizione, il ministro e la commissione hanno stabilito di incontrarsi nuovamente il prossimo mercoledì, 24 novembre, per continuare il confronto sul Piano.
 

17 Novembre 2010

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