Prevenzione, salute mentale, clima e territorio: Oms Europa in dialogo con i parlamentari italiani sull’agenda politica della sanità

Prevenzione, salute mentale, clima e territorio: Oms Europa in dialogo con i parlamentari italiani sull’agenda politica della sanità

Prevenzione, salute mentale, clima e territorio: Oms Europa in dialogo con i parlamentari italiani sull’agenda politica della sanità

All'evento "La salute al primo posto" organizzato dal senatore Zaffini, un confronto sulle sfide della sanità del futuro tra gli stakeholder della salute italiana e i rappresentanti europei. Prevenzione, salute mentale, clima e cronicità nell'agenda politica. "In sinergia con Oms", spiega Zaffini.

“Il diritto alla salute è più forte in presenza di Parlamenti che ascoltano le istanze che provengono dai territori. Abbiamo bisogno di istituzioni parlamentari che, con rigore senza ideologie, svolgano il ruolo di controllore dell’uso delle risorse affinché queste siano effettivamente utilizzate per migliorare la qualità della vita dei loro cittadini”, così il ministro della Salute Orazio Schillaci ha aperto i lavori dell’evento “La salute al primo posto: un futuro che costruiamo insieme”, organizzato dal senatore Francesco Zaffini con la presenza del Direttore Oms Europa Hans Henri Kluge.

Le sessioni che si sono alternate durante la mattinata hanno esaminato i futuri scenari della sanità in Europa. Dalle strategie per un invecchiamento sano, all’uso di dati e di moderne tecnologie in ambito sanitario, fino al ruolo legislativo dei parlamenti in materia di salute pubblica.

Partendo proprio dai dati esaminati dall’Oms e portati in visione dal direttore Oms Europa Hans Henri Kluge: una popolazione europea che invecchia, con l’Italia nello specifico coinvolta in un processo di una forte denatalità che si misura con l’aumento dei grandi anziani e delle loro cronicità (13 milioni gli over 65enni); la crisi climatica e la circolazione di nuove epidemie e pandemie; la realtà di oltre 110 milioni di europei che convivono con disturbi della salute mentale, in primis i giovanissimi, messi a dura prova dal triennio pandemico e dalla mancanza di socialità in un momento di crescita così importante.

Kluge: “Sfide complesse necessitano di risposte condivise”

“Sfide complesse e interconnesse che richiedono risposte condivise – ha confermato Kluge, nel corso del suo intervento. “Evidenze scientifiche, strategie e innovazione – ha detto – diventano realtà solo quando si traducono in decisioni politiche, bilanci adeguati e responsabilità istituzionale”, ricordando la roadmap europea dell’Oms per le politiche sanitarie, una strategia quinquennale espressa nel Second European Program of Work approvato dai 53 ministri della Salute della Regione europea, che individua tra le priorità l’invecchiamento sano e attivo, l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale, il legame tra clima e salute, le malattie non Covid e la sicurezza sanitaria. “La prosperità e l’autonomia strategica dell’Europa dipendono da investimenti sostenuti nei beni pubblici essenziali, a partire dalla salute – ha affermato – Non esistono società forti, né un’ Europa forte senza persone in buona salute“.

Zaffini: “Governo italiano in sintonia con Oms, puntiamo su prevenzione e salute mentale”

“Quella di oggi – ha confermato il sen. Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato e organizzatore dell’evento – è una vera e propria agenda politica. Il nostro governo ascolta i suggerimenti dell’Oms e punta sulla prevenzione, destinando una quota del fabbisogno nazionale standard pari a 238 milioni, a decorrere dall’anno 2026, al rafforzamento degli interventi di prevenzione”.

“Inoltre – ha proseguito Zaffini – dal 2026 l’attuazione del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 (PANSM) è entrata nel vivo all’inizio del 2026, e rispecchia perfettamente le indicazioni dell’Oms nell’approccio One Mental Health, con l’integrazione tra sanità, scuola, lavoro e ambiente, il rafforzamento della medicina di prossimità, il superamento della logica esclusivamente clinica, la riduzione delle disuguaglianze. Con uno stanziamento di 80 milioni nel 2026, 85 nel 2027, 90 nel 2028 e 30 milioni per l’assunzione di personale sanitario e socio sanitario nei nostri servizi della salute mentale”.

La Russa: “Salute è investimento, anche se risultati non immediati”

Intervenuto per un saluto istituzionale, l’on. Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, ha riflettuto sull’esigenza di considerare sempre la salute un investimento: anche quando i risultati non sono immediati, come nel caso di interventi di prevenzione. “Come facciamo a rendere la salute una priorità stabile nell’agenda politica e non una risposta all’emergenza? – ha detto –. Innanzitutto interrogandoci nel chiuso del nostro animo, perché tutti abbiamo bisogno di sapere che alla vita di un uomo dalla nascita alla fine è accompagnata dalla speranza e dal desiderio di avere una salute migliore possibile. Se partiamo da questa consapevolezza che appartiene a ogni uomo, diventa più facile convincere chi governa e chi ha in mano le sorti, anche dei bilanci, a capire che forse non rende immediatamente in termini di consenso tanto quanto si offre, ma che alla fine rimane, ma non è così facile che ci sia la salute se non ci mettiamo tutti d’accordo a considerarla priorità”.

Rocca: “Priorità per le Regioni è agire su medicina d’urgenza e rapporto con mmg”

L’agenda nazionale e internazionale si esprime nel lavoro delegato anche e soprattutto alle Regioni. “In questo contesto la priorità per la Regione – è intervenuto Francesco Rocca, Presidente Regione Lazio – è intervenire sulla medicina d’urgenza e su quelle specialità che rischiano di mancare, e poi intervenire sulle sedi disagiate. Non possiamo trattare allo stesso modo le grandi città e poi le sedi e gli ospedali che si trovano in centri minori o che hanno maggiori difficoltà a essere raggiunti, le Regioni devono avere la possibilità anche di lavorare sui salari in maniera più flessibile per poter rendere attrattivi alcuni luoghi per i professionisti stessi. In questo momento vedo questa come priorità e dall’altro lato il rapporto con i medici di medicina generale che deve trovare una sintesi all’interno delle case della comunità”.

Bellucci: “Ai suggerimenti di Oms in questi tre anni abbiamo risposto con i fatti”

“Oggi è stata sottolineata l’importanza di avviare delle politiche di prevenzione – è intervenuta Maria Teresa Bellucci, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali -. Nonché di attivazione di un’azione che sia sempre più vicina ai cittadini, di potenziamento delle risorse umane all’interno dei servizi e soprattutto di un’integrazione delle politiche sanitarie con quelle invece sociali. Su questo abbiamo davvero fatto tante cose in questi tre anni: abbiamo rafforzato i servizi sociali attraverso lo stanziamento di risorse straordinarie 545 milioni di euro per inserire per la prima volta in Italia le cosiddette équipe multidisciplinari cioè non lasciare più gli assistenti sociali soli a dover far carico di una serie di difficoltà infinite nella popolazione. Ma invece affiancando agli assistenti sociali e supportando quindi l’azione di assistenti sociali con psicologi, pedagogisti, educatori professionali, anche istruttori amministrativi e contabili, quei 545 milioni già stanziati hanno questo obiettivo. Abbiamo già fatto le procedure selettive, abbiamo chiesto ovviamente agli enti locali quali erano i loro fabbisogni. Su questo li abbiamo aiutati.”

Anelli: “All’Europa chiediamo di allentare i parametri economici per spendere di più sulla salute”

Medici e professionisti sanitari saranno i protagonisti di questa gestione One Health suggerita dall’Oms, che dal loro canto chiedono sempre più un investimento concreto su chi la sanità la fa. “Noi abbiamo già provato a sollecitare la Commissione europea – ha spiegato Filippo Anelli, presidente Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri) – . L’Europa non si costruisce e non si difende solo attraverso i confini, ma si difende anche attraverso i diritti che abbiamo faticosamente costruito. E questa cosa l’abbiamo scritta nella Carta di Roma firmata qui a luglio scorso da parte di sei federazioni da sei rappresentanti dei medici europei tra cui l’Italia, la Spagna, il Portogallo, la Francia, la Germania e la Grecia. Ed è l’invito a investire di più in sanità. Un euro investito vale quasi il doppio. Per cui oggi l’appello che noi vorremmo rivolgere proprio al Governo europeo è che allenti i parametri economici, anche per quanto riguarda la sanità in maniera particolare consideri la prevenzione un investimento e consenta quindi agli Stati di poter spendere qualcosa in più”.

Scotti: “Popolazione anziana si affida a mmg, figura centrale per nuovo sistema misto di sanità pubblica”

La gestione di una popolazione anziana è affidata prima di tutto ad un sistema territoriale accogliente e distribuito, che inizia con il medico di famiglia. “Bisogna anche considerare il modello italiano. – ha commentato Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) – Le conclusioni che sono state fatte mi trovano molto d’accordo, nel senso che tutti i sistemi di oggi a cui gli italiani piano piano si stanno determinando devono poter essere portati a sistema. Secondo me il ruolo del medico di famiglia, per come è concepito oggi, deve rimanere nelle caratteristiche attuali. Quale migliore accompagnatore di un professionista che il paziente sceglie? Perché ricordiamoci che noi siamo gli unici medici che si scelgono, a parte quelli che si scelgono nel privato e nell’intramoenia. Bene, quale medico che è stato educato per tanti anni a essere finalizzato con qualche sistema che deve essere rivisto rispetto agli obiettivi a un interesse pubblico, il mmg può essere il playmaker di un sistema misto di sanità pubblica, di sanità accreditata dei fondi integrativi per guidare il paziente nell’utilizzo opportuno delle risorse. Perché il problema più serio è questo se abbiamo una popolazione che invecchia. Dobbiamo creare meccanismi di assistenza e anche la digitalizzazione, come dicevo, deve tenere conto di chi sono i soggetti che ne saranno coinvolti”.

Rossi: “Prevenzione è un atto personalizzato, il mmg è un elemento strutturale e chiave”

“Il quadro offerto oggi – ha commentato Alessandro Rossi, presidente Simg (Società italiana di Medicina generale) – con dati molto interessanti che proiettano la salute in termini complessivi in Europa e in Italia, necessitano l’intervento in prima istanza delle cure primarie e della medicina generale, soprattutto orientato alla prevenzione. La prevenzione non è un singolo atto, un singolo evento è un processo continuo che tende a allontanare, a posticipare l’evenienza delle malattie su una popolazione che invecchia. Ma la prevenzione non è un atto indistinto è una prevenzione personalizzata fatta sul singolo individuo. Avendo un rapporto di fiducia con l’individuo ed avendo gli strumenti per seguire queste persone nel tempo, quindi è una prevenzione che avviene negli studi di medicina di famiglia ed è un elemento che deve diventare ancor più di oggi un elemento strutturale della medicina di famiglia che deve essere riconosciuto”.

Bellantone: “Occorre intervenire su malattie croniche: prevenzione dalle scuole elementari”

“Le principali sfide per la salute pubblica in Italia riguardano le malattie croniche e l’invecchiamento della popolazione, con un numero crescente di anziani che convivono con pluripatologie – ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone –. Il nostro Paese sta diventando sempre più anziano, un dato positivo, ma occorre intervenire precocemente sulle malattie croniche. La prevenzione deve iniziare già dalle scuole elementari: insegnare corretti stili di vita fin dall’infanzia permette di avere una popolazione anziana, ma sana. Dobbiamo migliorare l’assistenza territoriale e creare un collegamento reale tra territorio e ospedale, spesso troppo frammentati. Inoltre, la legge delega prevede la creazione di strutture ospedaliere nazionali di terzo livello, necessarie in un sistema sanitario affidato alle Regioni ma eccessivamente frammentato”.

Gloria Frezza

14 Gennaio 2026

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