Prove di autonomia. Proseguono incontri tra il Governo e le Regioni

Prove di autonomia. Proseguono incontri tra il Governo e le Regioni

Prove di autonomia. Proseguono incontri tra il Governo e le Regioni
Infrastrutture e logistica, governo del territorio, beni culturali, ad eccezione dei vincoli e della tutela, protetti dalla Carta costituzionale, con una postilla su previdenza integrativa, saranno, le tre materie oggetto del tavolo di confronto ad hoc tra Governo Piemonte e Liguria. Un percorso che segue quello intrapreso da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

Dopo Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, anche Piemonte e Liguria hanno iniziato la trattativa con il Governo per arrivare all’autonomia differenziata.
 
Un giro di boa che si è sostanziato nell’incontro di ieri tra il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, ilpresidente della egione Piemonte, Sergio Chiamparino e il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, che ha detto: “Contiamo di portarci il più possibile vicino alle Regioni speciali”.
 
“È stato un incontro dai toni distesi e cordiali – ha spiegato Bressa – in cui abbiamo definito le modalità operative e i tempi per utilizzare al meglio le settimane che restano prima della fine della legislatura. Abbiamo convenuto che la bozza della pre intesa che stiamo redigendo con Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, in dirittura d’arrivo entro la prossima settimana, sia sottoposta, una volta ultimata, anche alle due nuove Regioni che si uniscono nel negoziato, offrendo loro la possibilità di valutare il lavoro sin qui svolto”.
 
Infrastrutture e logistica, governo del territorio, beni culturali (ad eccezione dei vincoli e della tutela, protetti dalla Carta costituzionale), con una postilla su previdenza integrativa, saranno, invece, le tre materie oggetto del nuovo tavolo di confronto ad hoc con Piemonte e Liguria.
 
 “Il Governo è sensibile ed è convinto di arrivare ad un risultato in tempi piuttosto brevi” per avviare il percorso di autonomia, ha commentato Toti “è un momento storico la sensibilità politica è passata da un’impostazione centralista a un rinnovato senso per le autonomie” che l’hanno meritato “per il loro contributo al risanamento della finanza pubblica”.
 
“I temi che abbiamo posto – spiega Toti – sono quelli della portualità e della logistica, della sanità, dell’ambiente, della comunicazione, dello sviluppo economico, del commercio estero e il Piemonte ha posto anche il tema dei beni culturali che aggiungeremo al tavolo”.
 
E l’avvio del percorso di autonomia insieme alla regione Liguria, secondo il presidente della potrebbe avvenire “dopo le elezioni, riprendere un confronto più ampio anche con le altre due regioni che hanno già avviato la procedura”. Per Chiamparino “i nostri tempi sono più lunghi rispetto a Emilia a Lombardia ma quando partirà la nuova legislatura è probabile che il Parlamento, che dovrà poi affrontare il tema, cercherà di fare un ragionamento unico e complessivo, sempre che ci siano le condizioni politiche per andare avanti, me lo auguro”.
 
“Abbiamo convenuto con Bressa – ha aggiunto Toti – di procedere in questo modo: le tre regioni che hanno già avviato il percorso raggiungeranno probabilmente un’intesa nelle prossime due o tre settimane sulle materie della salute, ambiente e il lavoro. La Liguria e il Piemonte avranno modo di integrare quel documento, poi saranno avviati altri tre tavoli entro gennaio sui temi dello sviluppo economico porti infrastrutture, tutela del territorio e aree montane e sui beni culturali, che partono da zero. Al termine di quei tavoli – ha aggiunto ancora Toti – ci sarà un tavolo a Palazzo Chigi con il Mef per la copertura economica, a cui parteciperanno tutte le regioni coinvolte e che dovrà definire quanto valgono le competenze”.
 
Anche il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ha evidenziato l’andamento positivo degli incontri con il Governo: “Stiamo lavorando positivamente con il sottosegretario Bressa anche su questo fronte”, quello dell’autonomia, ma si discute sui criteri di trasferimento delle risorse: “Certo è che se dovessimo firmare accordi secondo i quali viene riconosciuta al Veneto la spesa storica – ha concluso –vuol dire che qualche altra regione si ingrasserà ancora di più e noi non faremo assolutamente questo errore”.
 

12 Gennaio 2018

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