Sangue e plasma. Oltre 7 milioni alle Regioni per rafforzare il sistema trasfusionale

Sangue e plasma. Oltre 7 milioni alle Regioni per rafforzare il sistema trasfusionale

Sangue e plasma. Oltre 7 milioni alle Regioni per rafforzare il sistema trasfusionale

Via libera in Conferenza Stato-Regioni alle risorse 2026: 6 milioni destinati al Programma di autosufficienza nazionale e circa 1,5 milioni alle attività di coordinamento, emovigilanza e qualità dei servizi trasfusionali. Tra gli interventi finanziati, raccolta di plasma, campagne nei mesi estivi, appropriatezza nell’uso del sangue e telemedicina

Oltre 7 milioni di euro per sostenere l’autosufficienza di sangue e plasma e rafforzare coordinamento, emovigilanza e qualità del sistema trasfusionale.

È arrivato il via libera della Conferenza Stato-Regioni al riparto delle risorse per il 2026: 6 milioni di euro per il Programma di autosufficienza nazionale del sangue Il documento e circa 1,5 milioni per le attività gestite dalle strutture regionali. La distribuzione dei fondi tra le Regioni tiene conto della popolazione residente, delle donazioni di sangue e del plasma destinato all’industria e ai consumi ospedalieri.

Sei milioni per l’autosufficienza

Il capitolo più consistente, pari a 6 milioni di euro, punta a migliorare l’organizzazione delle strutture dedicate alla raccolta, alla qualificazione e alla conservazione del plasma nazionale destinato alla produzione di medicinali plasmaderivati. Le risorse serviranno anche a sostenere azioni concrete per rafforzare il sistema: dalla promozione della raccolta nei mesi estivi all’uso appropriato del sangue, fino alla diffusione della telemedicina.

Secondo quanto indicato nel decreto, sulla base dei dati relativi al 2025 e delle previsioni per il 2026, la programmazione annuale dell’autosufficienza nazionale e regionale è complessivamente in grado di garantire un equilibrio sistematico, sul piano quantitativo e qualitativo, tra produzione e fabbisogni di emocomponenti destinati all’uso trasfusionale.

A sostenere questo equilibrio contribuisce anche un meccanismo di compensazione tra le Regioni con maggiore disponibilità e quelle che presentano maggiori carenze.

Emovigilanza e qualità, risorse legate agli obiettivi

Circa 1,5 milioni di euro sono invece destinati alle attività regionali di coordinamento, emovigilanza e qualità dei servizi trasfusionali. In questo caso l’erogazione delle risorse avverrà dopo la verifica, fissata al 30 settembre 2026, del raggiungimento degli obiettivi previsti. Tra questi figurano in particolare la regolare alimentazione dei flussi informativi e l’aggiornamento delle anagrafiche dei centri trasfusionali.

Verso una revisione dei criteri di riparto

Il sistema di distribuzione delle risorse potrebbe però essere rivisto nei prossimi provvedimenti. Su richiesta delle Regioni sarà infatti avviato un confronto con il Ministero della Salute per modificare i criteri di riparto, con l’obiettivo di riequilibrare i finanziamenti tenendo conto anche dei chilogrammi di plasma effettivamente avviati alla produzione di medicinali plasmaderivati.

02 Ottobre 2026

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