Sanità al 7% del Pil? È scontro Schillaci-Pd. Il ministro: “Servono 20-25 miliardi, dite dove trovarli”. Sereni: “Ammetta di aver fallito”

Sanità al 7% del Pil? È scontro Schillaci-Pd. Il ministro: “Servono 20-25 miliardi, dite dove trovarli”. Sereni: “Ammetta di aver fallito”

Sanità al 7% del Pil? È scontro Schillaci-Pd. Il ministro: “Servono 20-25 miliardi, dite dove trovarli”. Sereni: “Ammetta di aver fallito”

Botta e risposta sulla manovra e sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Il ministro della Salute si dice favorevole a raggiungere il 7% del Pil attraverso un piano pluriennale, ma chiede al Pd di indicare le coperture finanziarie. La replica della responsabile Salute dei dem è immediata: “Abbiamo sempre indicato le coperture. Schillaci spieghi perché, dopo aver chiesto almeno 5 miliardi aggiuntivi, oggi sostiene una manovra che ne prevede meno della metà”.

È scontro tra il ministro della Salute Orazio Schillaci e il Partito democratico sulle risorse da destinare alla sanità e sull’obiettivo di portare il finanziamento del Servizio sanitario nazionale al 7% del Prodotto interno lordo. Al centro del botta e risposta, oltre alla sostenibilità economica della proposta avanzata dai dem, anche le risorse previste dalla nuova Legge di Bilancio.

A innescare la polemica sono state le dichiarazioni del ministro Schillaci, intervenuto a margine del Forum Salute e Innovazione a Roma. Rispondendo alla proposta del Pd di aumentare progressivamente la quota di Pil destinata alla sanità fino al 7%, il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa ha ricordato l’entità delle risorse necessarie per centrare l’obiettivo.

Per raggiungere quella soglia, ha spiegato, “ci vogliono tra i 20 e i 25 miliardi in più”.

Una prospettiva che Schillaci non respinge, anzi. Il ministro ha rivendicato di aver sostenuto già in passato la necessità di un incremento pluriennale del finanziamento sanitario, sottolineando però che ogni proposta deve essere accompagnata dall’indicazione delle risorse necessarie.

“Io sono il primo a dire che tendenzialmente con un piano pluriennale si potrebbe arrivare al 7%, l’ho detto almeno tre anni fa. Oltre a dire che si vuole arrivare al 7% del Pil, correttezza vorrebbe che si dicesse anche dove trovare le coperture per arrivarci, in quel caso il discorso sarebbe più apprezzato”, ha affermato Schillaci.

La replica del Pd: “Il ministro ammetta di aver fallito”

Parole che hanno provocato l’immediata risposta di Marina Sereni, responsabile Salute e sanità della segreteria nazionale del Partito democratico, che ha ribaltato le critiche del ministro, chiamando direttamente in causa l’operato del Governo negli ultimi quattro anni.

“Il Ministro non dovrebbe domandare al Pd dove prendere i fondi per raggiungere l’obiettivo del 7% del Pil per la sanità. Dovrebbe piuttosto ammettere davanti agli italiani di aver fallito”, ha dichiarato Sereni.

La dirigente dem ha quindi ricordato le iniziative legislative e gli emendamenti presentati dal suo partito nel corso delle diverse sessioni di bilancio.

“Se davvero avesse voluto in questi quattro anni raggiungere gradualmente questo risultato avrebbe potuto convincere il Governo di cui fa parte e la maggioranza che lo sostiene a votare la legge Schlein o gli emendamenti che puntualmente in ogni manovra finanziaria abbiamo presentato indicando, puntualmente, anche le coperture”.

Il nodo delle risorse nella manovra

Ma è soprattutto sulla nuova Legge di Bilancio che si concentra l’affondo del Pd. Sereni mette infatti a confronto le richieste di finanziamento avanzate dallo stesso Ministero della Salute nei mesi scorsi con le risorse che il Governo ha deciso di destinare al settore.

“Siamo noi a fare al Ministro una domanda: come fa lei, che pochi mesi fa affermava l’urgenza di stanziare almeno 5 miliardi aggiuntivi per il SSN, oggi a votare una Legge di Bilancio con meno della metà di quella somma?”, conclude Sereni.

Il confronto politico si sposta così dal traguardo del 7% del Pil, sul quale almeno in linea di principio sembrano convergere le posizioni, alla questione delle coperture finanziarie e soprattutto delle scelte concrete di bilancio.

Da una parte Schillaci richiama la necessità di individuare risorse aggiuntive per un obiettivo che richiederebbe tra i 20 e i 25 miliardi. Dall’altra il Pd contesta al ministro di non essere riuscito a ottenere, all’interno del Governo, neppure gli incrementi di finanziamento che aveva ritenuto necessari per il prossimo anno.

Una contrapposizione che riporta al centro del dibattito sulla manovra il tema del finanziamento del Ssn e della distanza tra le risorse richieste per rafforzarlo e quelle effettivamente messe a disposizione.

28 Ottobre 2026

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