Segretezza parto per madri in provetta. Palagiano (Idv)”: “Gesto di civiltà e amore per bambini”

Segretezza parto per madri in provetta. Palagiano (Idv)”: “Gesto di civiltà e amore per bambini”

Segretezza parto per madri in provetta. Palagiano (Idv)”: “Gesto di civiltà e amore per bambini”
Il primo firmatario dell’emendamento approvato ieri in commissione Affari Sociali della Camera, che stabilisce il diritto per le donne che si sono sottoposte alla Pma di disconoscere il proprio figlio, torna a difendere la sua proposta di modifica. "Così meno bimbi in cassonetto e infanticidi".

"La possibilità, per le donne che fanno ricorso alla procreazione di non riconoscere il figlio, è una doppia garanzia: tutela il più debole, il neonato, e tutela la non discriminazione tra madri che partoriscono dopo una gravidanza naturale e quelle che lo fanno dopo aver fatto ricorso alle tecniche di Pma”. Così Antonio Palagiano, responsabile nazionale sanità di Idv e Capogruppo del partito in Commissione Affari Sociali, torna a commentare l'emendamento approvato ieri che modifica la legge 40 prevedendo la possibilità per le donne che si sono sottoposte alla Pma di disconoscere il proprio figlio.

“La legislazione vigente – prosegue Palagiano – consente ad una donna fecondata naturalmente di partorire in ospedale e di lasciare poi, in un ambiente protetto, il neonato: un dispositivo che il legislatore ha pensato per evitare l’abbandono per strada, in un cassonetto, o peggio, l’infanticidio. Lo stesso principio, a nostro avviso, va esteso anche a chi si è rivolto alla scienza medica per ottenere una gravidanza che non arrivava naturalmente. Con l'emendamento IDV, approvato in XII Commissione, si cancella la discriminazione prevista dal comma 2 dell'art. 9 della legge 40/2004 e si consente anche alle donne sottoposte a PMA di non riconoscere, in casi rarissimi e per sopraggiunte gravi cause, il proprio neonato e di poter essere assistite in ospedale,  lasciando che il proprio bambino venga adeguatamente curato e successivamente assegnato ad una coppia che ne faccia richiesta al Tribunale”.

“La modifica alla legge 40, introdotta attraverso questo tanto discusso emendamento – conclude Palagiano – ha, quindi, il solo scopo di proteggere il bambino, tutelando la libertà di scelta della donna, ma soprattutto, cancella una norma che aveva evidenti finalità punitive”.
 

08 Novembre 2012

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