Tumore ovarico. Approvato il riparto di un milione alle Regioni per potenziare i test genomici NGS

Tumore ovarico. Approvato il riparto di un milione alle Regioni per potenziare i test genomici NGS

Tumore ovarico. Approvato il riparto di un milione alle Regioni per potenziare i test genomici NGS

Le risorse finanzieranno il rafforzamento della capacità regionale di eseguire i test di profilazione genomica nelle pazienti con carcinoma sieroso di alto grado dell’ovaio in stadio avanzato. Lombardia, Lazio e Campania riceveranno le quote più consistenti. IL TESTO

Via libera dalla Conferenza Stato Regioni allo schema di decreto che definisce criteri e modalità di riparto di 1 milione di euro destinato alle Regioni per il potenziamento dei test di Next-Generation Sequencing (NGS) di profilazione genomica nelle pazienti con carcinoma sieroso di alto grado dell’ovaio in stadio avanzato.

Il provvedimento, disciplina l’utilizzo delle risorse rifinanziate dalla legge di Bilancio 2024 e introduce anche un sistema di monitoraggio e un Comitato paritetico di coordinamento.

L’obiettivo è rafforzare, in modo uniforme sul territorio nazionale, la capacità dei sistemi sanitari regionali di eseguire i test di profilazione genomica mediante tecnologia NGS, strumenti sempre più rilevanti per individuare alterazioni molecolari che consentono di orientare la scelta terapeutica nelle donne affette da questa forma di tumore ovarico. Il decreto richiama infatti il ruolo della profilazione genomica estesa come innovazione ormai consolidata in oncologia e sottolinea la necessità di garantire un accesso omogeneo ai test per tutte le pazienti con indicazione clinica.

Le risorse saranno ripartite tra le Regioni in base al numero stimato di pazienti eleggibili, calcolato considerando la popolazione femminile residente, l’incidenza del tumore ovarico e la quota stimata di carcinomi sierosi di alto grado associati a deficit genetici.

La quota più elevata è destinata alla Lombardia, che riceverà 168.718 euro. Seguono Lazio con 97.755 euro, Campania con 94.859 euro, Veneto con 81.825 euro, Sicilia con 81.644 euro, Emilia-Romagna con 75.308 euro e Piemonte con 72.230 euro. Alla Toscana andranno 62.455 euro, alla Puglia 66.075 euro e alla Calabria 31.137 euro. Le quote relative alle Province autonome di Trento e Bolzano, rispettivamente pari a 9.233 e 9.052 euro, sono rese indisponibili ai sensi della normativa vigente.

Il decreto stabilisce inoltre che entro 40 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale le Regioni dovranno trasmettere al Ministero della Salute una delibera con le priorità individuate e il piano di utilizzo delle risorse. Il finanziamento sarà erogato entro i 30 giorni successivi, previo parere favorevole del Comitato di coordinamento.

Le risorse potranno essere utilizzate fino al 30 settembre 2027, mentre entro il 31 ottobre dello stesso anno le Regioni dovranno inviare una relazione conclusiva sull’attività svolta e sull’impiego dei fondi. La mancata presentazione della documentazione comporterà, rispettivamente, il mancato trasferimento o il recupero delle risorse assegnate.

Il Comitato di coordinamento sarà composto da tre rappresentanti del Ministero della Salute e tre delle Regioni e avrà il compito di verificare la conformità dei programmi regionali e delle relazioni finali, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

IL TESTO

E. M.

23 Luglio 2026

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