Tumori ovarici. Campitiello: “Solo 10% è diagnosticato in fase precoce”

Tumori ovarici. Campitiello: “Solo 10% è diagnosticato in fase precoce”

Tumori ovarici. Campitiello: “Solo 10% è diagnosticato in fase precoce”

“Serve formazione dei ginecologi per riconoscere la patologia durante i controlli” ha evidenziato il capo del Dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute, nel corso del convegno organizzato al ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale del tumore ovarico che si celebra oggi

“In patologie oncologiche come il carcinoma ovarico la diagnosi arriva spesso tardi: solo il 10% dei tumori viene individuato in fase precoce e, anche se oggi registriamo una sopravvivenza del 43%, per noi istituzioni e per noi medici questo non deve bastare. Inoltre, la diagnosi di questo tumore è spesso occasionale ed è affidata ai ginecologi che, durante i controlli di routine, devono essere in grado di riconoscere il problema attraverso l’ecografia”.

Così Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute, intervenendo al convegno organizzato oggi al Ministero in occasione della Giornata mondiale del tumore ovarico.

“Oggi il Ministero della Salute presta grande attenzione alla terapia perché rappresenta l’unico mezzo per salvare le persone – ha spiegato –. Purtroppo la medicina non dispone ancora di indicatori o test in grado di supportare efficacemente la diagnosi precoce oltre all’esperienza del ginecologo, che deve saper distinguere una possibile neoplasia ovarica da una cisti benigna, un follicolo o un corpo luteo. L’impegno del Ministero è quindi quello di informare la cittadinanza, anche se i sintomi compaiono spesso tardivamente. Rimane comunque fondamentale sottoporsi a controlli ginecologici periodici. Allo stesso tempo abbiamo la responsabilità di formare gli operatori che eseguono le ecografie”.

Un altro aspetto fondamentale, ha sottolineato Campitiello, riguarda “l’attenzione alle terapie innovative”, soprattutto perché “in Italia persistono disuguaglianze tra le Regioni. Bisogna rendere omogeneo l’accesso alle cure, fare informazione sulla prevenzione e soprattutto investire, perché le risorse destinate alla sanità sono sempre quelle meglio spese”.

08 Maggio 2026

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