“Zero alcol in gravidanza”. Il ministero lancia la campagna informativa sui rischi alcol-correlati

“Zero alcol in gravidanza”. Il ministero lancia la campagna informativa sui rischi alcol-correlati

“Zero alcol in gravidanza”. Il ministero lancia la campagna informativa sui rischi alcol-correlati

La campagna parte il 9 settembre 2026, in occasione della Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica, per ricordare i rischi del consumo di alcol sul nascituro, comprese anomalie cranio facciali, rallentamento della crescita e disturbi dello sviluppo neurologico. “L’unica scelta sicura è non bere alcolici”.

“Non esiste una quantità sicura di alcol che si può assumere in gravidanza. L’unica scelta sicura è non bere alcolici”. È questo uno dei messaggi chiave che arriva dalla campagna informativa “Zero alcol in gravidanza” che il ministero della Salute si preparata a lanciare, in collaborazione con l’Istituto Superiore della Sanità (Iss), in occasione della Giornata Mondiale della sindrome feto-alcolica, il 9 settembre.

La campagna si avvale di contenuti scientifici prodotti insieme ad esperti dell’Iss e della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), con i quali sono state sviluppate delle video interviste ad hoc.

“Il consumo di alcol in età fertile – spiega il ministero – non è dannoso solo per la salute del consumatore ma anche del feto se la coppia che programma una gravidanza o va incontro ad una gravidanza non si astiene dal consumo di alcol. I metaboliti dell’alcol passano la barriera placentare e causano danni permanenti al feto esposto, che sono sintetizzati nello Spettro dei Disordini Feto-Alcolici (FASD), la cui manifestazione clinica più grave è la Sindrome feto-alcolica (FAS). Le alterazioni della FASD comprendono anomalie strutturali (anomalie cranio facciali, rallentamento della crescita, ecc.) e disturbi dello sviluppo neurologico, che comportano disabilità comportamentali e neuro-cognitive”.

La prevalenza della FASD è difficile da stimare, a causa delle difficoltà legate alla corretta diagnosi e alla diagnosi differenziale, e ai limiti nella rilevazione dell’esposizione prenatale all’alcol. Studi a livello europeo, evidenziano che circa il 10% delle donne nella popolazione generale consuma alcol durante la gravidanza, fattore chiave di rischio.

L’obiettivo generale della campagna è promuovere nella popolazione una maggiore consapevolezza sui rischi alcol-correlati, con particolare attenzione al consumo di alcol durante la gravidanza.

Il target della campagna non sono solo le giovani donne, coppie in età fertile e, più in generale, chi pianifica una gravidanza, ma anche i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, ginecologi, ostetriche, stakeholder.

La campagna sarà veicolata tramite i canali social ufficiali del Ministero e dell’ISS (Instagram e Youtube) per spiegare che non esiste una quantità sicura di alcol nel periodo della gestazione. La tipologia di contenuto previsto riguarda post statici, carousel, reel e un video. “Il tono di voce utilizzato è caldo e ironico. Parla la lingua della genitorialità reale. Non colpevolizza né ammonisce, ma trasforma una scelta in un gesto naturale”, spiega il ministero.

La campagna parte il 9 settembre 2026, in occasione della Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica, e proseguirà fino alla fine del mese di novembre.

07 Settembre 2026

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