Allarme Europa: “In Italia il rischio povertà è altissimo”
Tuttavia, sottolinea il Rapporto, “le tendenze sociali e occupazionali sono notevolmente divergenti nelle diversi parti dell'UE”. E così, “un nuovo divario sta emergendo tra Paesi che sembrano intrappolati in una spirale verso il basso concernente la diminuzione della produzione, l’aumento della disoccupazione e la massiccia erosione reddito disponibile, e quelli che almeno finora hanno dimostrato una certa resistenza, in parte grazie al migliore funzionamento dei mercati del lavoro e dei sistemi di welfare più robusti, anche se vi è anche incertezza circa la loro capacità di resistere a continue pressioni economiche”.
La crisi ha, inoltre, avuto ricadute “non uniformi” sulla popolazione portando spesso “un ulteriore peggioramento per i gruppi già a rischio elevato, in particolare bambini, giovani adulti e alcuni migranti”. In questi due ultimi gruppi è particolarmente diffusa la disoccupazione di lunga durata e per loro il protrarsi della crisi e la mancanza di segni di recupero tangibile ha “fortemente aumentato i rischi di esclusione”.
I Paesi europei hanno così dovuto mettere in campo una serie di politiche per affrontare e prevenire la povertà e esclusione a lungo termine, anche quanto effettivamente fatto e i risultati ottenuti non sono omogenei. E così, secondo il Rapporto Ue, il rischio di cadere e uscire dalla povertà variano notevolmente, con tre principali condizioni per tre gruppi di Paesi individuati.
Nel primo gruppo, costituito da Austria, Francia e Regno Unito, i tassi di entrata e di uscita dalla povertà sono elevati, ma una quota significativa di persone che suddividono questo rischio di povertà formano un “core” che non si concretizza in uno stato di abbandono.
Nel secondo gruppo, formato da Stati baltici, la Bulgaria, Grecia, Italia, Malta e Spagna, “il rischio di cadere in povertà è elevato e le probabilità di uscirne sono basse”. Si assiste così a una “trappola di massa verso la povertà”. Non solo. “Poiché gli elementi l’analisi si riferisce a dati anteriori alla crisi – precisa il Rapporto -, la reale situazione per questo sottogruppo sta peggiornato e le prospettive sono tristi”.
L’ultimo gruppo, infine, è formato per lo più dai Paesi nordici e dal Benelux, dove si registrano bassi tassi di entrata e di uscita dalla povertà, anche se le preoccupazioni restano alte, con un gruppo di persone a rischio di povertà per i quali ci sono poche possibilità di uscirne.
08 Gennaio 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Nuova Nota Aifa sugli Inibitori di Pompa Protonica: uso appropriato, sicurezza e sostenibilità del Ssn

Infermieri. Sulle nuove lauree specialistiche (e la possibilità di prescrivere) il Governo va avanti. Bernini e Schillaci: “Traguardo importante”

I medici ex Specializzandi vincono ancora nei Tribunali ma lo Stato non paga, Consulcesi in campo per sbloccare i rimborsi

Tempari. Tar Lombardia: “Solo il medico può decidere la durata minima di una prestazione”

World's Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester. Il primo italiano è il Policlinico Gemelli di Roma al 33° posto. Ecco la nuova classifica di Newsweek

Liste d’attesa. Schillaci: “Ora abbiamo i dati. Stop a intramoenia fuori controllo e agende chiuse”

Il caso del cuore danneggiato trapiantato a un bambino a Napoli, facciamo il punto

Milleproroghe. Medici in servizio fino a 72 anni e addio alla ricetta cartacea. Gli emendamenti approvati in commissione Bilancio

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Schillaci: “Intollerabile che l’accesso alle cure dipenda dal Cap o dal reddito. Difendere universalismo e gratuità del SSN”