Anelli (Fnomceo): “Lungimirante la scelta del Veneto. Ora il Governo la estenda a tutta Italia”
“La decisione della Regione Veneto e dell’assessore alla Sanità Gino Gerosa di raddoppiare l’ammontare delle borse di formazione per i medici che frequentano il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale è una scelta di grande lungimiranza. Riconosce il valore di una professione essenziale per il Servizio sanitario nazionale e rappresenta un atto di giustizia nei confronti dei tanti giovani che scelgono questo percorso, superando una disparità atavica che non trova ragione di esistere”. Così il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, commenta il provvedimento approvato dalla Giunta regionale del Veneto, presieduta da Alberto Stefani, che incrementa le borse di formazione per i futuri medici di Medicina Generale. 4,5 milioni di euro lo stanziamento per il triennio 2026/2028. Ogni singola borsa aumenta così di oltre 12mila euro lordi, raddoppiando di valore.
Per la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), l’iniziativa del Veneto rappresenta un segnale importante per rendere più attrattiva una professione che costituisce uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale e che oggi soffre di una crescente carenza di professionisti. Per questo la Federazione auspica che l’iniziativa possa essere raccolta dal Governo e tradursi in un provvedimento nazionale che equipari il trattamento economico dei corsisti di Medicina Generale a quello dei medici in formazione specialistica.
“Proprio perché condividiamo pienamente questa iniziativa – sottolinea Anelli – ci auguriamo che non rimanga confinata a una sola Regione. Il Ministro della Salute Schillaci, medico e già Rettore universitario, raccolga il segnale che arriva dal Veneto e promuova un provvedimento nazionale che equipari il trattamento economico dei corsisti di Medicina Generale a quello degli specializzandi. La formazione dei medici non può dipendere dalla Regione nella quale si studia. Investire nella Medicina Generale significa investire nel futuro del Servizio sanitario nazionale, nella prossimità delle cure e nella tenuta dell’assistenza territoriale.”
La FNOMCeO richiama inoltre alla necessità di garantire pari diritti ai cittadini e pari opportunità ai professionisti su tutto il territorio nazionale, evitando che le differenze territoriali si traducano in diseguaglianze nell’accesso alle cure o nella formazione dei medici. “È una posizione che la FNOMCeO sostiene da sempre – conclude Anelli – e che abbiamo richiamato anche nel confronto sull’autonomia differenziata: prima di diversificare competenze e modelli organizzativi, occorre rendere uguali le opportunità. Vale per il diritto alla salute dei cittadini e vale anche per la formazione dei medici. Per questo chiediamo che una scelta lungimirante come quella del Veneto diventi presto patrimonio dell’intero Paese”.
22 Luglio 2026
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