Apre a Roma un nuovo centro per il trattamento
Il programma terapeutico intensivo dura 18 mesi, coinvolge 40 bambini (alcuni dei quali – i casi più gravi – provenienti dal percorso precedente), prevede la gestione dell’inserimento scolastico e dell’integrazione sociale dei piccoli a vari livelli e in diversi contesti, nonché la formazione dei genitori alla costante applicazione del metodo per poter interagire nella maniera più idonea con i propri figli anche a casa. Ogni bambino ha un programma personalizzato, modulato sulle sue caratteristiche e sulla base della gravità del disturbo, del sistema familiare e scolastico di riferimento. “L’obiettivo è il miglioramento della comunicazione funzionale e adattiva, la riduzione dei comportamenti problematici negli ambienti naturali, l’accrescimento del grado di autonomia nella vita quotidiana (vestirsi, lavarsi, mangiare), delle competenze sociali e l’aumento del livello di apprendimento a scuola, sollecitando le aree funzionali nelle quali mostrano di emergere (attività motorie, pittura, musica, uso della tecnologia)”, scrivono gli organizzatori nel comunicato di lancio.
Il nuovo Centro “Facciamo Breccia”, inoltre, è dotato di ambienti appositamente pensati per accrescere l’autonomia e le capacità relazionali dei piccoli: un laboratorio per attività di informatica, musica, motricità; un’area didattica; quattro stanze che riproducono ambienti scolastici o domestici e familiari (cucina e bagno “di casa”), oltre a 5 aree ad hoc per i trattamenti one to one. L’attivazione del centro è stata resa possibile anche dal sostegno di Fondazione Vodafone Italia che ha previsto un particolare taglio di ricarica, “Ricarica Insieme”, che prevede la donazione di un euro a sostegno del progetto.
L’Associazione di volontariato “Una breccia nel muro” è impegnata da due anni nel trattamento precoce dell’autismo per bambini da 18 mesi a 6 anni, secondo un approccio terapeutico basato sull’evidenza (ABA-VB) che ha dato ottimi risultati, andati oltre ogni aspettativa e sottoposti alla valutazione della comunità scientifica internazionale. Finora sono stati trattati 100 bambini. “I due Centri Facciamo Breccia nascono per rispondere alle richieste che le famiglie di bambini autistici ci rivolgono quotidianamente”, ha affermato Stefano Vicari, Responsabile di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù coinvolto nel progetto. “Se è importante infatti una diagnosi precoce e tempestiva, è fondamentale che questa sia seguita da un percorso di cura che possa sostenere le angosce delle famiglie e garantire uno sviluppo armonico del bambino. Grazie all'esperienza maturata dal nostro Ospedale ci sentiamo fortemente coinvolti in questo processo e siamo in grado di proporre oggi percorsi di cura che si sono dimostrati efficaci e riconosciuti a livello internazionale. Anche così i genitori troveranno utili strumenti per difendersi da proposte di cura inefficaci e talvolta addirittura dannose”.
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02 Aprile 2012
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