Bernardini (Siaip): “Dagli antibiotici agli sciroppi, non sottovalutare le reazioni avverse ai farmaci”
Fin dalla prima età, spiega il presidente della Siaip, le allergie ai farmaci possono avere conseguenze anche gravi, ma purtroppo talvolta vengono etichettati come allergici anche soggetti che in realtà non lo sono. Nel sospetto di una reazione allergica ad un farmaco, quindi, è sempre necessario confermare o meno tale sospetto, anche per non classificare come allergico un bambino che poi non lo è. “A tal fine – continua Bernardini – è ben codificato uno specifico iter diagnostico, specialmente per i farmaci antibiotici beta-lattamici. La diagnosi, naturalmente, deve essere eseguita da uno specialista in allergologia e immunologia clinica nei centri di allergologia pediatrica dove verranno effettuati gli opportuni test cutanei (skin prick test, intradermo, patch test), i prelievi ematici (in particolare ricerca IgE sieriche specifiche) e test di provocazione per la conferma o meno di tale allergia”.
Quanto all’ambito pediatrico, in particolare, gli antibiotici sono i farmaci maggiormente responsabili di reazioni avverse nei bambini. Non solo. Nell’infanzia, a differenza di quanto accade nell’età adulta si utilizzano molto gli sciroppi che contengono additivi e coloranti che possono dare reazioni cutanee talvolta erroneamente imputate al principio attivo ma che in realtà derivano dagli eccipienti. “Ecco perché – conclude Bernardini – è importante non fermarsi ai sintomi ma eseguire sempre approfondimenti diagnostici”.
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25 Gennaio 2013
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