Bologna (Misto): “Una svolta culturale e organizzativa solo con un investimento sui professionisti sanitari”
In Italia non abbiamo carenza di medici ma abbiamo necessità di formare specialisti, ad ogni laurea in medicina deve corrispondere una specializzazione.
Per la Medicina del territorio per incentivare i giovani medici di famiglia anche per le sostituzioni in aree disagiate, bisogna considerare incentivi per l’apertura degli ambulatori e garantire la presenza dell’infermiere e dell’amministrativo. Questo nell’ottica anche delle micro equipe che gestiscono il paziente in prossimità. Per le piattaforme tecnologiche in particolare per la gestione ambulatoriale, per la telemedicina e teleassistenza bisogna utilizzare sistemi omogenei sul territorio nazionale e che comunichino tra loro per favorire la collaborazione tra tutte le figure professionali in maniera immediata e semplice.
Necessario il Potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione che hanno presentato criticità durante la pandemia sia per carenza di personale sia per difficoltà nella organizzazione e gestione della sorveglianza sanitaria, sono presidi essenziali per la prevenzione e la sorveglianza che possono essere anche arricchiti con figure sanitarie che si occupano anche di prevenzione e medicina scolastica, ottimizzando le risorse.
Bisogna evitare la contendibilità tra professioni sanitarie, bisogna attenersi ai percorsi formativi universitari e alle competenze acquisite per esercitare la professione. Ogni professione deve essere valorizzata per i suoi skills e ce ne sono molti da mettere a disposizione dei cittadini, assegnando questo capitale professionale dove realmente è necessario, monitorando la qualità delle attività svolte e collaborando in equipe all’obiettivo salute.
Chiediamo una attenzione al capitolo delle Malattie Rare che aspetta da tempo un adeguato finanziamento per finalizzare un percorso clinico e di ricerca fondamentale per i pazienti e le loro famiglie. La rivalutazione delle RSA come servizio polifunzionale che può accompagnare l’anziano dai bisogni sanitari e sociali a domicilio fino alla eventuale necessità di ricovero, garantendo la qualità del personale e la sostenibilità economica.
La Sanità, in particolare in un sistema universalistico come il nostro, cammina sulle gambe dei professionisti sanitari ovunque operino dall’ospedale al territorio per cui è necessario investire sulle assunzioni, sul turn over e valorizzare le capacità professionali se si vuole davvero iniziare una vera svolta culturale e organizzativa per la salute e il benessere dei cittadini.
On. Dott.ssa Fabiola Bologna
Segretario Commissione Affari Sociali e Sanità
Gruppo Misto-Popolo Protagonista
Camera dei Deputati
10 Settembre 2020
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