Calì (Smi): “Dichiariamo lo stato di agitazione”
Così Salvo Calì segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani(Smi).
“Il sistema di invio online non è a regime, lo ammette lo stesso Ministero per l’Innovazione – ha ricordato Calì – ma il ministro Brunetta mantiene le sanzioni contro i medici. Perché i camici bianchi devono pagare per disfunzioni tecniche di cui non sono responsabili e che sono diffuse in tutto il territorio, compresa l’efficiente Lombardia? Non ha senso”.
Per questo lo Smi dichiara lo stato di agitazione e invita tutti i medici di inviare per fax le numerose, e quotidiane, segnalazioni di guasto del sistema non solo alle Asl, ma anche al ministero per la pubblica amministrazione e innovazione”
“Dopo mesi di proteste ma anche di ricerca di un dialogo costruttivo sul nuovo sistema obbligatorio di invio online dei certificati di malattia – ha aggiunto il segretario generale Smi – Brunetta “paternalisticamente” ringrazia gli sforzi fatti dalla categoria e, ancora una volta, dimostra un pregiudizio punitivo nei confronti dei medici, che da oggi subiranno un meccanismo sanzionatorio che li convertirà nel capro espiatorio di tutte le disfunzioni tecnologiche del nostro Paese. È inaccettabile!”.
E i numeri dello stesso ministero parlano chiaro: 5 milioni di certificati inviati online in dieci mesi a fronte di un volume di quasi 50 milioni l’anno. Eppure il ministro dice che “il sistema è pressoché a regime”.
“Anche nelle realtà più avanzate come la Lombardia, tutti i giorni sono numerosi i blocchi e le segnalazioni di problemi tecnici. In tutti questi casi i medici rischieranno sanzioni, oppure, come dice il ministro, assisteremo a un ulteriore monitoraggio e ad altre circolari esplicative. Ma la realtà, già ora, non lascia spazio ad interpretazioni, perché non prenderne atto”.
“Siamo pronti a contribuire alla modernizzazione del Paese – ha concluso Calì – a costruire quella che il ministro Brunetta chiama un’Alleanza per l’innovazione, siamo favorevoli allo snellimento del lavoro dei medici e a facilitare la vita dei cittadini, oltreché a ridurre i costi. Ma non siamo disposti a farci prendere in giro e a subire provvedimenti vessatori. La sensazione è che al ministro importino soprattutto i titoli dei giornali e non la realtà. In questo momento si va, di fatto, nella direzione opposta a quella di un miglioramento del nostro Ssn. Invece di introdurre l’auto-certificazione per i primi tre giorni di malattia (rapporto diretto lavoratore-Inps), il medico viene trasformato sempre di più in un burocrate. In quanto allo snellimento delle procedure, il discorso sarebbe valido se i nostri sistemi informatici e tecnologici funzionassero bene: in Italia tuttora scrivere un certificato con una penna, spesso è più rapido che inviarlo online. Purtroppo!
C’è ancora molto da fare, serve buonsenso e continuare a lavorare con lo sforzo di tutti, senza logiche punitive”.
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01 Febbraio 2011
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