Celano (Apmar): “La Continuità terapeutica non può diventare un’eccezione da motivare”

Celano (Apmar): “La Continuità terapeutica non può diventare un’eccezione da motivare”

Celano (Apmar): “La Continuità terapeutica non può diventare un’eccezione da motivare”
“Crediamo che il Position Paper di Aifa si rifarà alla Determina n. 458 del 31 marzo 2016, riguardante l’equivalenza terapeutica tra farmaci contenenti principi attivi non esattamente identici. Nella Determina si dice che l’utilizzo delle equivalenze terapeutiche ‘è applicato nell’interesse dei pazienti e dei cittadini in quanto si propone l’obiettivo di facilitare l’accesso a terapie di pari efficacia e sicurezza, alla luce delle conoscenze scientifiche, ad un prezzo determinato dalla competizione’.

Apmar e Adipso, in una nota congiunta inviata al Ministro e ad Aifa hanno già sollevato dubbi sul fatto che sia nell’interesse dei pazienti facilitare l’accesso alle terapie riducendo, di fatto, l’accessibilità a un’ampia offerta terapeutica, all’interno della quale il medico possa scegliere con piena libertà la soluzione più idonea per la cura del paziente che a lui si affida. Se la libertà prescrittiva sarà confinata ad ‘aree di utilizzo specifico dei singoli principi attivi all’interno della classe di farmaci coinvolti nell’equivalenza terapeutica’, sarà l’eccezione, non la regola”.

15 Giugno 2016

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