D’Ambrosio Lettieri (FI): “Ecco perché ho votato no a tutte le mozioni”
Mi sarei augurato che un tema così importante e delicato per la ricerca scientifica nell’interesse della comunità, come quello della sperimentazione animale, non finisse nel calderone dei pregiudizi e della radicalizzazione ideologica, ma si svolgesse sulla base di cognizioni adeguate alla materia e onestà intellettuale.
La sperimentazione animale non solo non è inutile, ma non può essere sostituita da altri metodi, tantomeno da un computer. Tutti i trattamenti in grado di curare o di lenire le principali malattie dell’uomo come i tumori, le malattie cardiovascolari, quelle neurologiche, infettive o genetiche si devono alla ricerca sugli animali.
Un simile atteggiamento danneggia la ricerca italiana e anche l’economia del nostro Paese, considerato che la legge italiana, recependo in maniera restrittiva la direttiva europea in materia, porrà i presupposti per l’attivazione di una procedura di infrazione ed escluderà i ricercatori italiani dai finanziamenti di quei programmi di ricerca che rappresentano l’innovazione nel campo della biomedica e della medicina clinica. Tradotto in soldoni: per salvare vite umane.
Gli italiani devono sapere che sulla loro pelle e sul futuro dei nostri figli si stanno giocando partite pericolose, mentre la ricerca nel nostro Paese rischia un bel salto indietro. In scienza e coscienza, davanti a mozioni che ritengo oscurantiste ai danni della salute e della ricerca, ho scelto la vita”.
Lo ha dichiarato in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo FI Commissione Igiene e Sanità del Senato.
05 Maggio 2015
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