D’Ambrosio Lettieri: “Questo Ddl è un errore. Far venire meno l’indennità aumenterebbe ulteriormente disagio delle rurali”
Ecco cosa scrive il vice presidente della Fofi:
“Per uno strano gioco del caso la lettera, in cui chiedi di sottoscrivere un disegno di legge per l’abolizione dei benefici economici delle farmacie rurali, mi è giunta nel momento in cui è stato approvato un Ordine del Giorno a firma mia e del Senatore Mandelli che va esattamente nella direzione opposta.
Infatti lì si impegna il Governo a rivedere in aumento la soglia di fatturato per accedere a questi istituti, il cui importo – giova ricordarlo – è immutato dal 1996, ben prima che il passaggio all’euro manifestasse i suoi pesanti effetti inflattivi.
È vero, come tu dici, che questa previsione può esser fatta risalire all’epoca giolittiana ed è innegabile che “oggi il farmacista e la farmacia hanno subito mutamenti radicali”. Mutamenti radicali, sì, ma in peggio.
Tutte le motivazioni che erano all’origine del trattamento di maggior favore per questi presidi non solo sono ancora presenti, ma sono diventate ancora più evidenti. Citerò solo alcuni aspetti.
La farmacia rurale ha visto contrarsi ulteriormente il suo bacino di utenza, lo abbiamo toccato con mano anche in occasione del terremoto in Centro Italia, quando l’opinione pubblica ha scoperto che in paesi e frazioni di poche centinaia di abitanti, dove mancavano figure sanitarie e strutture, la farmacia c’era.
Questo significa che, in un processo di desertificazione sanitaria che interessa tutta Europa, alle farmacie rurali spetta il ruolo di primo, e spesso unico, presidio per la tutela della salute, che deve rispondere alle richieste ed emergenze più diverse. C’è ben altro che la consegna di farmaci da banco.
Nessun drone per la consegna dei medicinali o tecnologia di telecomunicazioni può surrogare la presenza di un professionista della salute e non c’è supermercato che possa offrire questo supporto.
Che l’indennità di residenza delle farmacie rurali costituisca un balzello ingiustificato, come sostieni nella relazione che accompagna il tuo disegno di legge, è un’affermazione che perde qualsiasi consistenza se si considera che in questi anni, ben prima dell’inizio della crisi economica i cui effetti stiamo ancora subendo, le farmacie – tutte – hanno subito una costante contrazione del fatturato, per motivi che vanno dall’avvento del farmaco generico alla riserva dei medicinali innovativi all’ospedale, al progressivo arretramento dello Stato nel finanziamento del FSN e ai tetti imposti alla spesa farmaceutica con preoccupanti ricadute sui livelli di assistenza e sulla tenuta complessiva dell'intero sistema.
E se i contraccolpi sono stati avvertiti dalle grandi farmacie dei centri urbani, è facile immaginare quale sia stato l’impatto sulle farmacie delle piccole comunità.
Tutelare le farmacie rurali, sia pure in misura a nostro avviso oggi insufficiente, ha rappresentato un elemento di equità nell’accesso all’assistenza e alla cura.
Farlo venire meno significa aumentare il divario, sempre più marcato, tra cittadino e cittadino in tema di tutela della salute, approfondendo, accanto alle sperequazioni tra una Regione e l’altra, quelle tra città e campagna, tra montagna e pianura. E non è accettabile.
Per questi motivi non posso sottoscrivere il tuo disegno di legge e vorrei che mi ritenessi a tua disposizione per poterti fornire, ove lo ritenessi utile, un modesto contributo di idee riveniente dalla esperienza maturata nell'esercizio della mia Professione.
Chissà, potrei convincerti che le farmacie rurali sono una risorsa importante del nostro sistema socio e sanitario assistenziale del territorio e ne va tutelata l'esistenza.
Grazie dell'attenzione e tante cordialità".
Sen. Luigi d'Ambrosio Lettieri
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22 Febbraio 2017
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