Dalla FDA “Priority Review” a pertuzumab per il trattamento del tumore al seno HER2-positivo prima della chirurgia
Pertuzumab è una terapia personalizzata che ha come target il recettore HER2, una proteina presente in quantità elevate sulla superficie esterna delle cellule dei tumori al seno, così definiti HER2-positivi. Si pensa che la combinazione di pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia a base di docetaxel fornisca un blocco più completo delle vie di trasduzione del segnale di HER.
La terapia in neoadiuvante viene somministrata in seguito alla diagnosi, ma prima dell'intervento chirurgico, per il carcinoma mammario in stadio precoce (cancro che non si è diffuso oltre il seno o i linfonodi). Il trattamento neoadiuvante ha lo scopo di ridurre le dimensioni del tumore, in modo da semplificarne la rimozione chirurgica o consentire una chirurgia conservativa del seno. Attualmente, non esistono trattamenti neoadiuvanti per il tumore approvati dalla FDA. "L'impatto del trattamento nel tumore al seno è maggiore nello stadio iniziale, prima che il cancro si sia diffuso in altre parti del corpo", spiega Hal Barron, M.D., Chief Medical Officer e Head, Global Product Development di Roche. "Siamo lieti di collaborare con la FDA per offrire il più presto possibile questa potenziale opzione terapeutica alle donne affette da tumore della mammella HER2-positivo in stadio precoce".
Comunemente, l'effetto del trattamento neoadiuvante nel carcinoma mammario viene misurato attraverso la risposta patologica completa (pCR), ovvero che non c'è tessuto tumorale rilevabile al momento dell'intervento chirurgico.
La domanda sottoposta da Roche alla FDA è basata principalmente sui risultati di NEOSPHERE e TRYPHAENA, due studi di Fase II condotti su pertuzumab nel carcinoma della mammella HER2-positiva in fase precoce, nonché sui dati di sicurezza a lungo termine dello studio di Fase III CLEOPATRA su pertuzumab nel tumore della mammella HER2-positivo metastatico.
03 Ottobre 2013
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