De Biasi (PD): “Medici di famiglia elemento di garanzia nel rapporto con il paziente”
“Gli argomenti trattati dalla relazione introduttiva – rileva De Biasi – sono al centro dell'interesse della Commissione Sanità del Senato, che ho l'onore di presiedere. Stiamo lavorando da tempo ad un'indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale in relazione all'universalismo, alla solidarietà e all'equità del sistema. Abbiamo sfatato alcuni luoghi comuni, innanzitutto quello della spesa eccessiva. L'Italia spende in sanità, spende, non investe, il 2% in meno in rapporto al PIL rispetto ad altri paesi europei. Il problema è un altro, sono le difformità di 21 sistemi sanitari che producono una disuguaglianza crescente fra i cittadini delle diverse regioni per quantità e qualità delle prestazioni”.
De Biasi ha poi evidenziato che “negli anni la sanità è stata oggetto di pesantissimi tagli, e l'universalismo rischia di essere più proclamato che praticato, basti pensare alla spesa out of pocket in crescita. E tuttavia il nostro SSN continua ad essere un buon sistema: lo dobbiamo alla tenacia e alla professionalità dei medici e del personale sanitario. Anche per questo ritengo urgenti e non ulteriormente rinviabili alcune scelte, che mi auguro possano trovare soluzione nella imminente Legge di Stabilità: provvedimenti comuni fra appropriatezza, norme sulla responsabilità in campo medico e sanitario, Livelli essenziali di assistenza e iniziative cogenti sul precariato in sanità”.
“Da domani – ha precisato – inoltre riprenderà l'esame della legge che riconosce le professioni sanitarie, vero antidoto contro l'abusivismo professionale, oltre che affermazione della dignità professionale. Come ho avuto modo di dire più volte non si può sfogliare il carciofo. Sono problemi che vanno trattati e risolti contestualmente ai sacrosanti rinnovi contrattuali, che aspettate da troppo tempo”.
Per il presidente della commissione “solo con interventi quadro potremo uscire dalle ambiguità come quella del comma 566,e portare le Regioni ad attuare il Patto per la Salute con le necessarie innovazioni del rapporto fra ospedale e territorio, fra innovazione e cura, penso ai farmaci e alle tecnologie, fra investimenti e risparmi. Ogni Euro risparmiato in sanità deve rimanere nell'ambito della sanità, se vogliamo che il sistema rigeneri e aggiorni il suo valore universalistico, di cui voi, medici di medicina generale, siete uno degli elementi di garanzia nel rapporto fra medico e paziente. So che discutete dell'aggiornamento e della qualificazione del vostro ruolo, a partire dalla formazione universitaria e continua, e condivido le vostre preoccupazioni”.
“Mi auguro – ha chiarito – che la Riforma che stiamo votando mantenga una competenza congiunta fra Stato e Regioni sulla sanità e sulle politiche sociali, le famose disposizioni generali e comuni dell'Articolo 117, accanto alle competenze gestionali in capo alle Regioni: potremo lavorare meglio per l'obiettivo comune di un Servizio Sanitario davvero Nazionale, in cui il privato non sia sostitutivo del pubblico, e la sostenibilità sia condizione di pari opportunità fra i cittadini, soprattutto di fronte alle grandi malattie della nostra epoca”.
08 Ottobre 2015
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