Di Iorio (Federfarma): “Un sospetto che nasce dalla crisi”
La dichiarazione si riferisce al giro di affari di laboratori di analisi e farmacie in vendita a Napoli e provincia, particolarmente “vivace”. tanto da indurre il Governatore regionale, Stefano Caldoro, a esprimere dubbi sull’identità degli acquirenti. Che potrebbero magari nascondere anche interessi poco leciti: quelli della criminalità organizzata per intenderci.
“In questa vicenda va innanzitutto fatta una doverosa distinzione tra laboratori d’analisi e farmacie” afferma Michele Di Iorio. “I primi, infatti, possono essere di proprietà di chiunque disponga di capitali per aprirli. Le farmacie, al contrario, stando a quanto dispone la legge, devono essere obbligatoriamente di proprietà di un farmacista oppure di una società di farmacisti con esclusione di qualsiasi partecipazione privata. Una garanzia in più per i cittadini”.
“Ma – prosegue Di Iorio – è fuor di dubbio che l’attuale situazione di crisi in cui versano le farmacie di Napoli e della provincia, possa rendere possibili le situazioni a cui si riferiva Caldoro. Che proprio in questa situazione di crisi gioca una parte rilevantissima”. “I farmacisti napoletani si sono adoperati al massimo per avviare con la nuova maggioranza politica regionale rapporti improntati alla totale collaborazione. In risposta ci sono i fatti: le nostre farmacie sono state pagate solo fino al mese di febbraio 2010, con le conseguenze che è ben possibile immaginare e che ci hanno portato a protrarre la nostra protesta (il passaggio alla distribuzione indiretta del medicinali del Ssn ndr.) per un mese. “La “tregua armata” al momento regge, ma i segnali che ci arrivano sono del tutto negativi. E a causa dell’incapacità della nuova amministrazione, del suo “balbettio amministrativo”, c’è addirittura chi rimpiange la giunta Bassolino. L’improvvisazione regna sovrana – aggiunge Di Iorio – a un provvedimento se ne sostituisce un altro senza che nulla cambi. Le stesse iniziative in cantiere, come ad esempio la creazione dell’Agenzia regionale per i pagamenti in sanità, sembrano destinate, prima ancora di nascere, a creare nuovi ostacoli su quel percorso che dovrebbe invece condurre a una davvero agognata normalità”.
“Aspettiamo il 21 ottobre e i risultati dell’incontro tra il Governo e l’amministrazione campana per lo sblocco dei fondi che la Regione non ha ancora percepito. Se ci fosse una risposta negativa da parte dell’Esecutivo, siamo già pronti a reiterare la nostra protesta. E a passare dalla semplice indiretta a una forma di serrata con la chiusura degli esercizi. Una protesta – conclude Di Iorio – che potrebbe estendersi anche alle altre province: Caserta, ad esempio, ha ricevuto i pagamenti relativi al mese di marzo. E anche lì i nostri colleghi attendono di ricevere quanto loro dovuto”.
18 Ottobre 2010
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