Diagnosi e terapie per le malattie reumatiche

Diagnosi e terapie per le malattie reumatiche

Diagnosi e terapie per le malattie reumatiche
Non esiste alcun esame che indichi con sicurezza la diagnosi di artrite idiopatica giovanile, che è clinica. Gli esami radiologici (ecografia, Rx, RMN) non sono così importanti alla diagnosi, ma piuttosto durante il corso della malattia per valutare l’evoluzione e le possibili complicanze a carico dell’osso.
La presenza di tumefazione, calore e limitazione funzionale a carico di una o più articolazioni con presenza di rigidità mattutina per più di sei mesi indicano la possibilità che ci sia questa malattia.
 

La terapia



Il primo problema da affrontare nel caso di malattie reumatiche è quello del dolore. Per questo i farmaci antinfiammatori (FANS) sono tra i primi usati nel trattamento dell’artrite idiopatica giovanile.
Inoltre, in alcuni selezionati casi, soprattutto nelle forme poliarticolari e sistemiche, viene utilizzata una terapia con cortisone per brevi periodi. In particolare, quando l’artrite colpisce una sola articolazione, un’ottima opzione terapeutica è l’infiltrazione locale con cortisone a lungo rilascio: il farmaco agisce proprio nella sede di infiammazione, ma viene assorbito e mandato in circolo molto poco dall’organismo per cui i suoi effetti sul resto del corpo sono praticamente nulli. In tal modo viene ridotto notevolmente l’uso di altri farmaci per via orale.
 
In tante situazioni bisogna poi tentare di tenere sotto controllo la reazione autoimmune a carico delle articolazioni. Per fare questo esistono farmaci di fondo immunomodulanti, dei quali il più utilizzato è oggi il Methotrexate (MTX): la molecola si somministra per via orale o per via iniettiva una volta alla settimana ed è praticamente priva di effetti collaterali importanti; può provocare in alcuni bambini saltuariamente nausea ed è possibile un transitorio aumento delle transaminasi (che comunque si normalizzano rapidamente riducendo la dose). In ogni caso la somministrazione di acido folico il giorno seguente riduce sensibilmente questi problemi.
 
In caso di mancata risposta al MTX, vengono ormai ampiamente utilizzati i Farmaci Biologici: si tratta di molecole prodotte in laboratorio con metodiche di ingegneria molecolare (“bio-tecnologici”) in grado di combinarsi e quindi di inattivare l’azione delle sostanze infiammatorie che sono messe in circolo durante la malattia (TNF – tumor necrosis factor- oppure IL1). Si somministrano per via iniettiva (sottocutanea o endovenosa), sono ben tollerati e rappresentano una terapia molto importante per quei bambini che non riescono a trarre sufficienti benefici dalle terapie iniziali.
 
Ma oltre ai farmaci, i bambini hanno anche bisogno di mantenere o ricostituire il tono muscolare e la funzionalità delle articolazioni: per questo un ruolo molto importante riveste poi la fisioterapia.
 
 

06 Aprile 2013

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