Diagnosi e terapie per le malattie reumatiche
La presenza di tumefazione, calore e limitazione funzionale a carico di una o più articolazioni con presenza di rigidità mattutina per più di sei mesi indicano la possibilità che ci sia questa malattia.
La terapia
Il primo problema da affrontare nel caso di malattie reumatiche è quello del dolore. Per questo i farmaci antinfiammatori (FANS) sono tra i primi usati nel trattamento dell’artrite idiopatica giovanile.
Inoltre, in alcuni selezionati casi, soprattutto nelle forme poliarticolari e sistemiche, viene utilizzata una terapia con cortisone per brevi periodi. In particolare, quando l’artrite colpisce una sola articolazione, un’ottima opzione terapeutica è l’infiltrazione locale con cortisone a lungo rilascio: il farmaco agisce proprio nella sede di infiammazione, ma viene assorbito e mandato in circolo molto poco dall’organismo per cui i suoi effetti sul resto del corpo sono praticamente nulli. In tal modo viene ridotto notevolmente l’uso di altri farmaci per via orale.
In tante situazioni bisogna poi tentare di tenere sotto controllo la reazione autoimmune a carico delle articolazioni. Per fare questo esistono farmaci di fondo immunomodulanti, dei quali il più utilizzato è oggi il Methotrexate (MTX): la molecola si somministra per via orale o per via iniettiva una volta alla settimana ed è praticamente priva di effetti collaterali importanti; può provocare in alcuni bambini saltuariamente nausea ed è possibile un transitorio aumento delle transaminasi (che comunque si normalizzano rapidamente riducendo la dose). In ogni caso la somministrazione di acido folico il giorno seguente riduce sensibilmente questi problemi.
In caso di mancata risposta al MTX, vengono ormai ampiamente utilizzati i Farmaci Biologici: si tratta di molecole prodotte in laboratorio con metodiche di ingegneria molecolare (“bio-tecnologici”) in grado di combinarsi e quindi di inattivare l’azione delle sostanze infiammatorie che sono messe in circolo durante la malattia (TNF – tumor necrosis factor- oppure IL1). Si somministrano per via iniettiva (sottocutanea o endovenosa), sono ben tollerati e rappresentano una terapia molto importante per quei bambini che non riescono a trarre sufficienti benefici dalle terapie iniziali.
Ma oltre ai farmaci, i bambini hanno anche bisogno di mantenere o ricostituire il tono muscolare e la funzionalità delle articolazioni: per questo un ruolo molto importante riveste poi la fisioterapia.
Articoli correlati:
06 Aprile 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Nuova Nota Aifa sugli Inibitori di Pompa Protonica: uso appropriato, sicurezza e sostenibilità del Ssn

Infermieri. Sulle nuove lauree specialistiche (e la possibilità di prescrivere) il Governo va avanti. Bernini e Schillaci: “Traguardo importante”

I medici ex Specializzandi vincono ancora nei Tribunali ma lo Stato non paga, Consulcesi in campo per sbloccare i rimborsi

Tempari. Tar Lombardia: “Solo il medico può decidere la durata minima di una prestazione”

Il caso del cuore danneggiato trapiantato a un bambino a Napoli, facciamo il punto

Liste d’attesa. Schillaci: “Ora abbiamo i dati. Stop a intramoenia fuori controllo e agende chiuse”

Il caso del cuore danneggiato trapiantato a un bambino a Napoli, facciamo il punto

Milleproroghe. Medici in servizio fino a 72 anni e addio alla ricetta cartacea. Gli emendamenti approvati in commissione Bilancio

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Prevenzione melanoma. Via libera del Senato al testo che istituisce la giornata nazionale. Arriva il consenso informato per l'esecuzione dei tatuaggi