Dirindin:”Ridurre le agevolazioni fiscali dei fondi integrativi”
- l'Italia spende meno della Germania e della Francia;
- la spending review in sanità è già stata fatta;
- quella proposta dal Governo non è spending review ma una manovra economica, che interviene sul Ssn con la spatola, mentre occorrerebbe intervenire con i delicati strumenti di un restauratore;.
- la riduzione delle inefficienze non può essere fatto a danno dei principi.
Dirindin ha sottolineato la necessità di lanciare una vera mobilitazione in difesa del Ssn, che dia ai cittadini una maggiore consapevolezza del valore che ha la sanità pubblica e universalista.
“Dobbiamo essere concreti e fare anche delle proposte”, ha poi aggiunto l'economista, facendo un primo elenco delle aree su cui sarebbe possibile intervenire, eliminando sprechi e inefficienze. Sinteticamente: frodi, abuso e corruzione; acquisti realizzati con molte proroghe, rinnovi, affidamenti fiduciari; spese legali (500 mln solo nella Regione Campania); medicina difensiva;
variabilità delle tariffe ospedaliere e specialistiche; disinvestment, ovvero dismettere quello che non serve; definire i bacini minimi di utenza per le grandi tecnologie e i volumi minimi di attività; maggiori controlli sui farmaci antineoplastici (payment by resualt) e, sia pure con molta cautela sui
farmaci orfani.
Infine, Dirindin ha proposto la revisione del trattamento fiscale sui fondi integrativi. La grande crescita dei fondi integrativi, ha ricordato, è legata alle agevolazioni fiscali che arrivano fino a 3.600 euro. Questo produce una forte riduzione del gettito fiscale, che Dirindin stima sia tra 800mln e 1 mld l'anno; ridurre queste agevolazioni potrebbe consentire di finanziare almeno in parte i due miliardi che la manovra del 2011 prevede di reperire attraverso i ticket Dei due mniliardi di ticket la metà si può prendere dai fondi integrativi. “E qualcosa – ha concluso – si può fare anche per contrastare l'abuso di posizione dominante dei fornitori del Ssn, a cominciare dall'industria farmaceutica. Per un governo che crede nel libero mercato colpire questa turbativa delo mercato dovrebbe essere una priorità”.
06 Luglio 2012
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