Ecco le otto storie che hanno ispirato la mostra

Ecco le otto storie che hanno ispirato la mostra

Ecco le otto storie che hanno ispirato la mostra
LE OTTO STORIE PROTAGONISTE DELLA MOSTRA
 
1) L’INTERVENTO RARO Un bimbo di 3 anni colpito già dalla nascita da una ipodisplasia renale. Inizia la dialisi peritoneale a 10 mesi di vita, finché non diventa possibile trapiantarlo con un rene donato dalla sua mamma. Un intervento che si può definire rarissimo: in Italia, negli ultimi 15 anni, sono state eseguite solo 5 operazioni di questo tipo su bambini così piccoli. Oggi sta bene, e cresce come un bimbo qualsiasi.
 
2) IL RAGAZZO ADOTTATO Un ragazzo di origini africane viene adottato da una famiglia lombarda insieme alla sua gemella nel 2003, quando ha solo 7 anni. A 12 anni si ammala di una grave malattia renale: nonostante 5 anni di cure in Policlinico, il quadro si aggrava e si avvicina il rischio di dialisi. Il papà adottivo risulta compatibile, e può donargli il rene: il ragazzo, operato all’età di 17 anni, ora può condurre una vita pressoché normale.
 
3) A DIETA PER AMORE Lui è un signore di 50 anni: una malattia sta trasformando i suoi reni in un ammasso di cisti, ciascuno dal peso di 4 chili, che occupano progressivamente tutto l’addome. Dopo qualche anno di dialisi inizia ad avere qualche difficoltà a conciliare le cure con la vita quotidiana. La moglie, infermiera, decide di donargli un rene: è in sovrappeso, e quindi si impegna per dimagrire e affrontare al meglio l’intervento di prelievo del rene. Il marito, nel frattempo, viene operato per rimuovere i due reni, sempre più grossi. Dopo due mesi, ripresosi dal primo intervento, può finalmente ricevere il rene della moglie, e ricominciare la vita di tutti i giorni.
 
4) L’UOMO CHE PARLAVA ALLE MUCCHE E’ la storia di un cinquantenne che vive con la sua famiglia in una fattoria in Brianza. E’ appassionato di mucche, e le sue le conosce una ad una. Purtroppo è malato di uremia terminale da qualche anno, per cause non ancora note. Le sue condizioni lo porteranno a breve alla dialisi: la madre vorrebbe donargli un rene, ma non può farlo per problemi di salute. A farsi avanti è la zia, di 10 anni più grande: il nipote all’inizio rifiuta questo dono, ma poi a poco a poco si convince, anche perché la zia è molto determinata. Il giorno dopo l’intervento la signora è già in piedi e va a trovarlo. Adesso lo controlla a vista, stanno entrambi benissimo e lui, ci tiene a dirlo, “è già andato in campagna col trattore”.
 
5) LA DETERMINAZIONE DI UN PADRE Lei è una bimba di 5 anni, con una grave malattia renale che si è presentata già dalla nascita. Purtroppo dopo poco tempo la situazione si aggrava, e la bimba finisce in dialisi all’età di 4 anni. A cambiare le cose è il rene del padre, che glielo dona al posto della mamma perché questa, nonostante la forte volontà di salvare la piccola, presentava un’incompatibilità di gruppo sanguigno.
 
6) ALLA RICERCA DEL TEMPO PER STUDIARE Lui è un ragazzo appena maggiorenne, e gli piace studiare. Vuole andare all’Università, ma quando arriva il momento di andarci i suoi problemi di salute non glielo consentono. Ha una grave insufficienza renale da quanto ha 17 anni, ed è in dialisi già da un anno. Il tutto è complicato da problemi metabolici: le sedute di dialisi devono aumentare a 4 alla settimana, e non c’è quasi tempo per altro. A salvarlo è il rene del padre, ma soprattutto la sua fortissima volontà alla donazione: “Da sempre – ha raccontato ai medici – ho saputo che dovevo essere io a dare il rene a mio figlio”. Si informa su internet e scopre l’attività dei trapianti del Policlinico, quindi decide di contattare i medici. L’intervento riesce bene, il ragazzo sta molto meglio: ora la dialisi è solo un brutto ricordo, mentre i corridoi dell’Università sono la sua nuova vita.
 
7) QUEL FRATELLO ‘CONTENTO DI DARE UNA MANO’ Il paziente ha 34 anni ed è malato da circa 20: ma questo non gli impedisce di lavorare come meccanico nella sua concessionaria. Nell’ultimo anno però ha dovuto iniziare la dialisi, a causa del peggiorarsi delle sue condizioni, e non è facile conciliare il lavoro con la malattia. I suoi genitori vorrebbero donargli un rene, ma sono molto anziani e i loro problemi di salute non lo permettono. Si fa avanti suo fratello di 45 anni, che vive a Genova con la famiglia. Dona il suo rene con semplicità: “Sono contento di dare una mano”, dirà ai chirurghi.
 
8) DONARE, COME UNA MADRE SA FARE Questo paziente di 53 anni, sposato e padre di tre figlie, lavora come rappresentante farmaceutico. Soffre da tempo di una patologia intestinale che viene trattata con speciali farmaci; le terapie però danneggiano i suoi reni, a tal punto da avere bisogno della dialisi. La madre ha 75 anni, ma gode di ottima salute e si propone come donatrice: ai test i suoi esami risultano “splendidi”, e diventa idonea al prelievo del rene. Appena finita l’operazione i due si incrociano nella Camera di Risveglio, dove i pazienti attendono che finisca l’anestesia. Lei ha appena finito il prelievo, lui sta per entrare in sala operatoria per ricevere il rene nuovo. Lui le dice: “Grazie, mamma”. Lei, con grande semplicità, risponde “Figurati”, come se avesse appena fatto una cosa da niente.
 
COME VISITARE LA MOSTRA
L’esposizione è aperta gratuitamente al pubblico fino al 24 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 18.00. Per raggiungerla: Palazzo Lombardia (Blocco N3, piano terra), piazza Città di Lombardia 1, Milano.

04 Maggio 2017

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