Fenagifar chiede incontro con Balduzzi
Ecco la lettera del presidente Fenagifar, Claudio Distefano, al ministro della Salute
Illustrissimo Ministro,
abbiamo ascoltato e letto che il nostro Governo, del quale Lei è autorevole Ministro, considera “l’equità” una leva importante e determinante per la crescita economica dell’Italia.
È un principio nobile che condividiamo e pensiamo che andrebbe applicato, insieme alla meritocrazia, in tutti i settori della vita pubblica, amministrativa e politica.
Il principio “dell’equità” viene comunemente considerato uno strumento idoneo a favorire una più ampia e giusta distribuzione della ricchezza, ma riteniamo che contenga in sé, anche, un valore assoluto: garantire una maggiore tutela per tutti i cittadini che usufruiscono dei servizi a loro riservati; ciò, pertanto, dovrebbe valere per le fasce più deboli della popolazione: malati, anziani, bambini, gestanti e per tutti coloro che sono meno protetti dal sistema economico.
Oggi sentiamo parlare di farmaci e di farmacie, in modo pressante, da soggetti economici ed imprenditoriali che nulla hanno a che fare con il bene “salute” e che considerano la gestione del farmaco un investimento commerciale, un business e l’attività del farmacista, non più un “atto professionale”, ma meramente una “vendita”.
Noi Fenagifar, crediamo, invece, che i cittadini debbano avere la certezza che coloro che si occupano della loro salute ne debbano avere piena consapevolezza, che i professionisti medici e farmacisti abbiano un’etica e rispettino un codice deontologico nell’espletare il loro ruolo.
Pertanto, riteniamo che si debba risolutamente ed in tempi brevi concertare, tra il Governo e i rappresentanti dei professionisti, una proposta che definisca il sistema di distribuzione del farmaco con una legge di riordino ad hoc che affronti con chiarezza tutte le questioni in gioco onde evitare il ripetersi di provvedimenti inseriti con articoli o commi in provvedimenti “omnibus”.
Vorremmo, inoltre, proporre alcune riflessioni come giovani farmacisti che vogliono contribuire alle scelte del proprio futuro professionale guardando l’interesse primario del bene collettivo.
Un provvedimento legislativo specifico, a nostro parere, dovrebbe prevedere che:
– Si riconoscano i presupposti affinché si stabilisca il numero di farmacie necessario in Italia per garantire un capillare, sostenibile, efficiente ed univoco sistema di distribuzione del farmaco sul territorio, quale terminale del SSN.
– Si ricerchi una soluzione che renda più semplice il percorso di espletamento ed assegnazione delle sedi farmaceutiche concorsuali, proponendo dei meccanismi che salvaguardino il più possibile la preparazione professionale ed il merito.
– Si proceda, concertandolo con il legislatore, all’assegnazione in tempi brevi e certi delle sedi farmaceutiche individuate. Infatti è ormai unanime convincimento che sia necessario in tempi brevissimi aprire più farmacie dove il servizio al cittadino è migliorabile, creando così un vero ed equo sviluppo economico e nuovi posti di lavoro stabili, sia per i titolari sia per i collaboratori.
– Si valuti l’opportunità di riservare ai colleghi più giovani le sedi rurali.
– Si stabiliscano delle norme che attribuiscano un punteggio particolare, nella valutazione dei titoli, all’attività imprenditoriale di Titolare di Parafarmacia, ovvero di farmacista titolare della propria azienda (con esclusione perciò di soggetti o società di capitali imprenditoriali, catene in franchising, attività di proprietà o riconducibili a titolari di farmacia).
– Si realizzino delle norme che permettano ed incentivino l’aggregazione tra giovani professionisti nell’assegnazione delle sedi farmaceutiche.
– Si definisca, chiedendo il rinnovo della convenzione, la remunerazione della prestazione professionale (per certificare, finalmente, con maggiore evidenza il valore dell’atto professionale, sganciandolo dal prezzo del farmaco) e la nuova figura del collaboratore, prevedendo la creazione della “Pianta organica dei collaboratori”. In questo modo si potranno valorizzare e riconoscere, nel contratto di lavoro, i curricula professionali, favorire le prospettive di carriera all’interno della farmacia e dare il giusto riconoscimento delle aspirazioni professionali ed economiche del farmacista collaboratore.
Ringraziamo per l’attenzione che vorrà riservare alla presente ed uniamo i nostri distinti saluti
Claudio Distefano
Presidente Fenagifar
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05 Gennaio 2012
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