Fnomceo: “Siamo sconcertati da aggressione a Le Foche, dedichiamo vita agli altri”
“Esprimiamo la nostra vicinanza e i migliori auguri di pronta e completa guarigione al collega Francesco Le Foche, brutalmente aggredito nel suo studio romano da un paziente. La nostra solidarietà va anche all’Ordine dei Medici di Roma, con il suo Presidente Antonio Magi, e a quello di Latina, guidato da Giovanni Righetti, cui il collega è iscritto. È inaccettabile una tale ferocia nei confronti di un professionista che ha dedicato la sua vita alla cura degli altri, e in un luogo, il suo studio, che dovrebbe essere protetto, inviolabile, in quanto scenario di relazioni delicatissime, quelle tra il medico e i suoi pazienti”.
Così il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, su quanto accaduto a Roma, dove l’immunologo Francesco Le Foche è stato picchiato da un paziente nel suo studio di Via Po ed è ora ricoverato in gravissime condizioni al Policlinico Umberto I.
“Siamo rattristati e indignati – continua Anelli – perché ora è il tempo del dolore, è il tempo di dire basta. Ma non possiamo eludere un’analisi delle cause che portano a questa escalation di violenza che sembra non finire mai. Perché è dall’analisi dei rischi che si parte per poterli gestire ed eliminare”.
“L’origine di questo fenomeno – continua – è sicuramente multifattoriale ma ha le sue radici in una svalutazione del ruolo del medico, visto come mero prestatore d’opera. E in un fraintendimento del ruolo stesso della medicina, che non può prescindere da un’attenta consapevolezza delle sue potenzialità ma anche dei suoi limiti. Ecco, allora, che il cittadino pretende di vedere realizzate, subito, le sue istanze; non importa se inappropriate o addirittura controproducenti per la sua salute. Pretende di decidere lui diagnosi e terapia e sfoga la rabbia che ha per la sua malattia contro il medico che è lì per assisterlo”.
“Più in generale, occorre una maggiore protezione – conclude Anelli – dei professionisti, che non si traduce solo nella presenza delle Forze dell’Ordine negli Ospedali, meritoriamente rafforzata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, e nella piena applicazione della Legge. Occorre un piano più alto, che comprenda, da un lato, la presa in carico dei soggetti a rischio di compiere atti lesivi dell’incolumità propria e altrui, e che, dall’altro, non lasci i medici da soli, esposti. Occorre, soprattutto, una grande rivoluzione culturale, che valorizzi il ruolo dei professionisti della salute e che restituisca il rispetto per la loro figura e le loro competenze”.
06 Ottobre 2023
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