Fp Cgil Lombardia: “Non basta la propaganda di Formigoni per impedire i tagli ai diritti dei cittadini”
La Funzione Pubblica Cgil Lombardia è contraria alla “sperimentazione della riforma del welfare” del presidente Formigoni basata “sulla domanda anziché sull’offerta”. Questa, denuncia, è “il capitolo finale dell’ideologia della ‘libertà di scelta’, che abbandona i singoli cittadini al loro bisogno di salute nel rapporto con il mercato delle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali”.
In questo modo Regione Lombardia, secondo la Fp Cgil Lombardia, “si chiama fuori dal governo del welfare facendolo diventare una sorta di ‘supermercato’ dove i cittadini sono costretti a spendere in ragione delle convenienze economiche del mercato anziché in ragione dell’appropriatezza delle prestazioni. E ci saranno effetti devastanti anche per gli erogatori, spinti nella competizione sui costi del lavoro penalizzando la stessa qualità dei servizi”.
“Non tranquillizzano”, perciò, le dichiarazioni roboanti di Formigoni contro il governo centrale e “tantomeno” le rassicurazioni circa il taglio di “solo poco più di 2.000 posti letto”. “Vogliamo sapere quali effetti ci saranno sul personale, sia pubblico sia privato, e con quali criteri i tagli riguarderanno le diverse specialità mediche”, afferma la Fp Cgil Lombardia, che chiede che sia attivato il confronto con le organizzazioni sindacali “per individuare le voci di spesa su cui intervenire, a partire da quelle per consulenze, sugli appalti e sulle sperimentazioni gestionali, facendone finalmente un bilancio trasparente sui costi sostenuti e gli effettivi benefici per le comunità”.
Per la Fp Cgil Lombardia “l’istituzione regionale è ormai discreditata dalle vicende giudiziarie che stanno interessando il sistema sanitario e bisognerebbe trarne le conseguenze”. Per questo la Fp Cgil Lombardia chiede di sapere “quanto incidono sul bilancio della sanità lombarda i finanziamenti al centro delle inchieste e, soprattutto, si faccia chiarezza sul teorema esposto da alcuni personaggi coinvolti nelle inchieste, secondo cui il ricorso a erogatori privati è, per Regione Lombardia, anche il modo per ridurre costi e diritti del personale che opera nei servizi sanitari lombardi”.
27 Luglio 2012
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