Fp Cgil Medici: “Norma di buon senso”
Secondo la Cgil Medici “informare il paziente nel prescrivere un farmaco dell'eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguale, è un atto di deontologia professionale che il medico già fa per un uso appropriato delle risorse”.
“Aggiungere a ogni prescrizione – prosegue la nota – le parole “sostituibile con equivalente generico” è un fatto condivisibile perché questi farmaci sono scientificamente testati e hanno prezzi più bassi. In paesi come Germania e Inghilterra il loro l'uso è tre volte superiore rispetto all'Italia, con vantaggio dei cittadini e senza danno per la loro salute. Studi scientifici dimostrano, ad esempio, che i farmaci equivalenti non modificano l'efficacia e la tollerabilità anche nelle terapie salvavita. Nel solo 2010 il loro utilizzo ha prodotto risparmi per 600 milioni di euro, un dato non marginale in tempi di tagli lineari al sistema sanitario nazionale. Rimane comunque e sempre al medico, come previsto dalla stessa norma, la facoltà di prescrivere il farmaco “griffato” nel caso reputi vi siano specifiche motivazioni cliniche contrarie all'equivalente”.
“Ben più serie – concludono i sindacalisti – sono le ragioni del profondo disagio dei medici, come abbiamo illustrato in un recente incontro al Ministro della Salute Prof. Balduzzi e inviato con una missiva alla Ministra del Lavoro Elsa Fornero, e sulle quali attendiamo risposte”.
25 Gennaio 2012
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