Fp Cgil: “Strumentale nesso fra stallo contratto e rinnovo Rsu”
“Abbiamo letto le dichiarazioni rilasciate dal presidente” dell’Aran Antonio “Naddeo in merito al rinnovo del contratto del comparto sanità nell’ambito del congresso Fnopi. Nel rimarcare come si sia persa un’occasione, scegliendo di proporre alla platea congressuale solo la voce dei datori di lavoro e del Governo e non anche quella di chi a quel tavolo siede per rappresentare tutte le professioniste e i professionisti del comparto, ci corre l’obbligo di ribadire che per quanto riguarda la Fp Cgil il nesso fra stallo della contrattazione e rinnovo delle Rsu è del tutto strumentale”. Così in una nota il segretario nazionale di Fp Cgil, Michele Vannini, replica a quanto affermato dal numero uno dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, oggi a Rimini al congresso della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche.
“Se il Governo fa quanto necessario, sbloccando risorse per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori un rinnovo degno e non penalizzante sul piano economico e normativo, il contratto si può firmare in tempi celeri completando il confronto su tante parti normative ancora aperte in particolare sugli strumenti di valorizzazione professionale”, sostiene Vannini. “Viceversa, per quanto riguarda la Fp Cgil, il giudizio non cambierà”.
“Ciò che infatti per noi rileva è il merito – spiega il leader sindacale – e anche dal confronto di queste settimane con le lavoratrici e lavoratori della sanità che quel testo non è soddisfacente. La situazione delle lavoratrici e dei lavoratori è troppo grave, sia dal punto di vista delle retribuzioni che delle condizioni di lavoro e delle scarse risposte in materia di sviluppo professionale, e meriterebbe una generale attenzione che va al di là degli spot e degli stand di propaganda elettorale. Per noi c’è urgenza di dare risposte, ma le risposte giuste. Non ci accontentiamo di quello che passa il convento – conclude Vannini – se questo significa accettare supinamente la riduzione del potere di acquisto e l’aumento dell’orario di lavoro. C’è bisogno di altro, per davvero”.
21 Marzo 2025
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