Gallera: “Lorenzin non sa di cosa parla, non ha mai voluto conoscere la riforma”
“Erano 2 anni – spiega l’assessore – che aspettavamo l’insediamento del Comitato paritetico di monitoraggio, lo strumento individuato dal Ministero, ad aprile del 2016, per esercitare la vigilanza ed il controllo sull’attività di attuazione e monitoraggio della nostra Riforma. Una legge che, voglio ricordare, è l’unica che recepisce il Piano nazionale della cronicità sul quale nessuna Regione si è cimentato. Motivo per il quale la stessa Lorenzin ha più volte avuto parole di elogio per la Lombardia, ovviamente prima che le logiche elettorali prendessero il sopravvento…Ogni volta gli appuntamenti organizzati nella sede del Ministero per il suo insediamento sono stati annullati per indisponibilità del Ministro, fino all’ultimo convocato alla fine del mese di novembre dello scorso anno, che ha dato via alla sua costituzione, alla quale, comunque, il Ministro non ha presenziato. Non si capisce, pertanto, come faccia ora ad esprimere valutazioni, senza alcuna cognizione di causa”.
“La verità è che il Ministro – aggiunge il titolare regionale della Sanità – ha sempre cercato di ostacolare il virtuosismo della Lombardia. Lo ha dimostrato quando ha impugnato la delibera con la quale dimezzavamo il ticket sanitario regionale; quando ampliando il numero dei vaccini previsti dalla legge sull’obbligatorietà ha messo in ginocchio i nostri centri vaccinali, impedendoci di assumere personale che potesse far fronte all’aumento di richieste; quando ha rigettato ogni nostra richiesta di flessibilità per l’utilizzo di risorse regionali per risolvere problemi legati alla carenza di personale medico e infermieristico nelle strutture ospedaliere e, infine, ultima beffa, quando qualche settimana fa ha impugnato l’articolo della nostra legge che per la prima volta rispondendo alle richieste del mondo universitario e medico dava la possibilità di introdurre un’autonomia progressiva per i medici specializzandi negli ospedali”.
“Quindi un consiglio – conclude Gallera –, signora quasi ex ministro della Salute, faccia una pausa dalla campagna elettorale, legga i numerosi report sull’attuazione della riforma che le abbiamo inoltrato, senza ricevere alcuna sua osservazione, e scoprirà che il modello che stiamo realizzando, al quale hanno aderito circa 3.000 medici di medicina generale e tutte le strutture sanitarie pubbliche si fonda su un’assistenza territoriale, non ospedaliera, come lei sostiene, al quale concorrono sia pubblico che privato, nell’interesse di un’offerta più vasta per il paziente”.
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19 Febbraio 2018
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