Hcv. Marino (Pd): “Meccanismi di valutazione Aifa troppo complessi”
Per questo, i pazienti che sono affetti da questa malattia vanno tutelati. E “l’innovazione è la chiave per la loro cura”, ha spiegato Marino. “Soprattutto in una fase di tagli alla spesa, o di spending review come si sente dire in questi mesi, le parole chiave sono quelle della valutazione dell’innovazione, dell’accesso ai nuovi farmaci e allo stesso tempo della loro sostenibilità economica”.
Avere accesso ai farmaci vuol dire infatti spendere soldi in nuove molecole, soprattutto per i nuovi farmaci biologici, che hanno costi molti elevati. “Le metodologie per valutare l'innovazione in Europa sono consolidate: Francia, Inghilterra e Germania hanno comitati o strutture che attribuiscono un grado di innovazione ad ogni farmaco: si hanno di solito cinque o sei gradi, ai quale corrispondono possibilità diverse per le molecole di diventare rimborsabili o anche solo di essere introdotte in commercio. In Italia l’ultimo algoritmo studiato – che però non è ancora stato pubblicato e dunque utilizzato – è invece complicatissimo, ha 174 snodi e 66 connettori, e per questo diventa di difficile uso. Come se non bastasse fino a giugno 2012 l'Aifa non ha potuto prendere decisioni in quest’ambito perché i comitati non erano stati nominati dai Ministeri preposti”, ha spiegato Marino. “Il risultato di tutto questo è un ritardo incredibile sull’approvazione di nuovi farmaci, che aumenta l'ansia dei pazienti, soprattutto di quelli che sanno che alcune molecole sono vendute nei paesi vicini. L’esempio più semplice da fare è proprio quello che riguarda i due farmaci Boceprivir e Telaprivir per il trattamento dell'epatite C: in Inghilterra e in Germania sono stati commercializzati a luglio 2011, in Francia ad agosto dello stesso anno, in Spagna a ottobre. E in Italia? Non solo non si sa quando verranno commercializzati – comunque non prima del 2013 – ma non ne abbiamo stabilito ancora neanche stabilito l'innovatività”.
È chiaro che questo tipo di osservazioni non fa che porre interrogativi. Che si aggiungono a quelli sui meccanismi di governance della spesa pubblica. “La politica sanitaria deve cambiare nel nostro paese: le ultime proteste dei malati di Sla hanno reso lampante alcune difficoltà”, ha concluso Marino. “In particolare è inaccettabile che le persone malate debbano essere sottoposte a quel tipo di stress perché i governi continuano a fare pianificazioni sul breve periodo per ridurre la spesa, ma non tengono conto della strategia a 4 o 5 anni, a medio termine. In Italia bisogna ancora capire che investire in terapie e assistere questi pazienti costa in realtà molto meno che non farlo”.
Leggi intervento integrale.
04 Dicembre 2012
© Riproduzione riservata
I più letti

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

Medici di famiglia. Oliveti (Enpam): “Bene il riconoscimento della competenza previdenziale dell’Ente”

Riforma professioni sanitarie. Le proposte dell'opposizione per una svolta partecipata e innovativa

Super intramoenia in Lombardia. Associazioni chiedono lo “stop a nuove convenzioni privatistiche nel pubblico”

Caso Monaldi e dichiarazioni sulle competenze infermieristiche

Liste d’attesa. Schillaci: “Ora abbiamo i dati. Stop a intramoenia fuori controllo e agende chiuse”

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Il caso del cuore danneggiato trapiantato a un bambino a Napoli, facciamo il punto

Milleproroghe. Medici in servizio fino a 72 anni e addio alla ricetta cartacea. Gli emendamenti approvati in commissione Bilancio

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico