I dati italiani: le donne in ricerca sono quasi la metà ma nei ruoli apicali si arriva a malapena al 20%
Il dato si trova nel rapporto “Gender in research” realizzato da Elsevier e analizzato dal dettaglio dall'Agi.
Lo studio, che prende in esame la partecipazione delle donne nel campo della ricerca in tutti i paesi europei, rivela per l’Italia una presenza femminile sopra la media Ue, ferma al 39%, e ben oltre la Danimarca (35%). Performance da podio quella dell’Italia, seconda solo al Portogallo e alla Spagna che toccano il 48%.
Non solo presenza però. L’Italia, infatti, nel settore della ricerca è avanti rispetto al resto d’Europa anche in termini di retribuzione. Il pay gender gap, seppure presente – siamo intorno a una differenza fra salario maschile e femminile del 7% circa, il settore della ricerca rispecchia comunque l'andamento dell'intera economia – è la metà rispetto alla media europea (oltre il 15%) e ancora una volta inferiore a quello della Danimarca (di poco sotto al 20%).
Ma come è messo il nostro Paese in termini di parità di genere quando si parla di discipline STEM ovvero science, technology, engineering and mathematics? L'Italia procede verso l'uguaglianza nel campo della ricerca anche in questo segmento che vede aumentare con costanza le donne che firmano per la prima volta una pubblicazione, un percorso che coinvolge, seppure con ritmi di crescita diversi, anche l'intera Europa.
Infatti, se in media in Ue fino al 2003 la percentuale di ricercatrici su scienza, tecnologia, matematica e ingegneria che avviavano la propria carriera restava poco sopra il 20% (negli stessi anni l’Italia era già ben oltre il 30%), oggi anche a livello europeo questa percentuale è quasi raddoppiata, arrivando al 40%, mentre il nostro paese è di poco sotto al 50%. Per quel che concerne invece esclusivamente la ricerca in ingegneria, poi, l’Italia è ben sopra la media europea: tra il 2014 e il 2018 erano donne il 25,5% dei ricercatori in quel settore, a fronte di una media Ue negli stessi anni del 20,7.
Per quanto riguarda la distribuzione dei ruoli, sempre nel settore delle discipline STEM, in Italia la rappresentanza femminile supera addirittura quella degli uomini fra i candidati ai dottorati (52%), mentre nel terziario avanzato, fra gli impiegati e i tecnici, le donne che svolgono queste professioni in Italia sono quasi il 60%, contro una media Ue di poco al di sopra del 50%.
Siamo invece sotto la media quando ad essere censite sono le posizioni apicali degli istituti di ricerca, dove le donne hanno poco più del 20% di rappresentanza (il resto d’Europa è comunque sopra di pochissimi punti), o i ruoli di scienziate e ingegnere dove la presenza femminile è di poco sopra al 30%, con una media Ue oltre il 40%.
11 Febbraio 2022
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Dirigenti medici e sanitari. Arriva la firma definitiva sul contratto 2022-2024. Ecco tutte le novità

I medici ex Specializzandi vincono ancora nei Tribunali ma lo Stato non paga, Consulcesi in campo per sbloccare i rimborsi

Tempari. Tar Lombardia: “Solo il medico può decidere la durata minima di una prestazione”

Milleproroghe. Via libera con fiducia anche dal Senato. Scudo penale, medici in corsia fino a 72 anni, deroga incompatibilità e ricetta elettronica. Il provvedimento ora è legge

World's Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester. Il primo italiano è il Policlinico Gemelli di Roma al 33° posto. Ecco la nuova classifica di Newsweek

Liste d’attesa. Schillaci: “Ora abbiamo i dati. Stop a intramoenia fuori controllo e agende chiuse”

Il caso del cuore danneggiato trapiantato a un bambino a Napoli, facciamo il punto

Milleproroghe. Medici in servizio fino a 72 anni e addio alla ricetta cartacea. Gli emendamenti approvati in commissione Bilancio

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Infermieri, il modello Polonia (che ha alzato gli stipendi) cambia i numeri della professione in tutto l’Est Europa