I numeri del dramma dei malati oncologici anziani
Il maggior numero dei circa 420.000 nuovi casi di cancro ogni anno (pari al 50% del totale) viene diagnosticato negli over 70.
Tra gli uomini anziani il tumore della prostata è al primo posto (21%), seguito da quello al polmone (17%), al colonretto (15%), alla vescica (11%) e allo stomaco (6%). Tra le donne il cancro al seno è il più frequentemente diagnosticato (20%), seguito da quello al colonretto (17%), al polmone (7%), allo stomaco (6%) e al pancreas (5%).
Sette over 70 su dieci scoprono la malattia in fase avanzata, quando non possono più beneficiare delle terapie. Un’alta percentuale dei pazienti oncologici anziani, dunque, è destinata a morire entro pochi mesi dalla scoperta della malattia. Inoltre, a causa della ripetuta esclusione degli anziani dagli studi clinici, i miglioramenti ottenuti in oncologia negli ultimi venti anni hanno riguardato solo marginalmente questa popolazione. In generale, gli anziani sono considerati pazienti di serie B: solo 2 ultrasettantenni su 10 ricevono i trattamenti oncologici migliori mentre nella popolazione sotto i 50 anni sono otto su dieci.
I dati sono stati presentati ieri in occasione del lancio,alla Camera, dell’Osservatorio Oncogeriatrico, creato da un team di esperti e presieduto da Francesco Cognetti e Marco Trabucco con l’obiettivo di eliminare, entro 5 anni, le discriminazioni che colpiscono gli anziani quando si parla di percorsi di lotta contro i tumori.
I principali fruitori delle strutture del Servizio sanitario nazionale, hanno ricordato gli esperti, sono gli anziani: in Italia il 33% dei ricoveri ospedalieri ed il 44% dei giorni di degenza sono rivolti agli over 70. Ogni anno circa il 25% della degenza è rappresentato da ricoveri impropri e/o da cure che possono essere erogate in regime di Day Hospital o sul territorio, con un esborso incongruo di 11 miliardi di euro.
“Vogliamo realizzare un nuovo modello di cura che tenga conto della disponibilità reale di risorse – ha affermato Lazzaro Repetto, direttore dell’Oncologia Medica della Asl 1 Imperiese all’Ospedale di Sanremo -. Ci troviamo di fronte spesso a ‘pazienti complessi’ perché, oltre alla patologia oncologica, presentano comorbidità e disabilità. La complessità del quadro clinico impone un maggiore coordinamento tra ospedale e territorio, che inevitabilmente si traduce in una diversa e più pesante richiesta assistenziale per il Servizio sanitario nazionale. La mancanza di un coordinamento centrale si traduce, spesso, in richieste assistenziali incongrue e prestazioni inappropriate con ulteriore aggravio dei costi”.
Il 39% degli italiani (quasi 900mila persone) che convive con una precedente diagnosi di tumore ha un’età compresa tra 60 e 74 anni e il 34% (oltre 750mila individui) più di 75. Si calcola che un anziano abbia un rischio di morire di cancro 18 volte più alto di una persona più giovane negli uomini e 13 volte più alto nelle donne. Ma oggi sono pochi gli studi clinici condotti con farmaci antitumorali negli anziani.
“Le sperimentazioni – ha aggiunto Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN) – sono condotte normalmente nei maschi, giovani-adulti, con una sola patologia. La realtà clinica è invece molto spesso costituita da donne, anziane, con numerose patologie. In particolare per i farmaci biologici, che sono oggi utilizzati specialmente nel trattamento di tumori molto frequenti come quelli della mammella, del polmone e del colon-retto, non vi è esperienza clinica adeguata condotta negli anziani, che, invece, in alcuni casi, potrebbero ottenere risultati addirittura migliori rispetto ai più giovani. Nel nostro Istituto – ha concluso Tirelli – dal 2007 è attiva una clinica dell’anziano, un poliambulatorio a cui afferiscono tutti i pazienti oncologici di età superiore a 70 anni e che vengono trattati con protocolli specifici per l’anziano da oncologi e geriatri insieme. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia e ad oggi oltre 500 pazienti affetti da tumore della mammella, del polmone, della testa-collo, del rene e da linfomi sono stati trattati anche con farmaci biologici nella clinica dell’anziano del nostro Istituto”.
Il maggior numero dei circa 420.000 nuovi casi di cancro ogni anno (pari al 50% del totale) viene diagnosticato negli over 70.
Tra gli uomini anziani il tumore della prostata è al primo posto (21%), seguito da quello al polmone (17%), al colonretto (15%), alla vescica (11%) e allo stomaco (6%). Tra le donne il cancro al seno è il più frequentemente diagnosticato (20%), seguito da quello al colonretto (17%), al polmone (7%), allo stomaco (6%) e al pancreas (5%).
Sette over 70 su dieci scoprono la malattia in fase avanzata, quando non possono più beneficiare delle terapie. Un’alta percentuale dei pazienti oncologici anziani, dunque, è destinata a morire entro pochi mesi dalla scoperta della malattia. Inoltre, a causa della ripetuta esclusione degli anziani dagli studi clinici, i miglioramenti ottenuti in oncologia negli ultimi venti anni hanno riguardato solo marginalmente questa popolazione. In generale, gli anziani sono considerati pazienti di serie B: solo 2 ultrasettantenni su 10 ricevono i trattamenti oncologici migliori mentre nella popolazione sotto i 50 anni sono otto su dieci.
I dati sono stati presentati ieri in occasione del lancio,alla Camera, dell’Osservatorio Oncogeriatrico, creato da un team di esperti e presieduto da Francesco Cognetti e Marco Trabucco con l’obiettivo di eliminare, entro 5 anni, le discriminazioni che colpiscono gli anziani quando si parla di percorsi di lotta contro i tumori.
I principali fruitori delle strutture del Servizio sanitario nazionale, hanno ricordato gli esperti, sono gli anziani: in Italia il 33% dei ricoveri ospedalieri ed il 44% dei giorni di degenza sono rivolti agli over 70. Ogni anno circa il 25% della degenza è rappresentato da ricoveri impropri e/o da cure che possono essere erogate in regime di Day Hospital o sul territorio, con un esborso incongruo di 11 miliardi di euro.
“Vogliamo realizzare un nuovo modello di cura che tenga conto della disponibilità reale di risorse – ha affermato Lazzaro Repetto, direttore dell’Oncologia Medica della Asl 1 Imperiese all’Ospedale di Sanremo -. Ci troviamo di fronte spesso a ‘pazienti complessi’ perché, oltre alla patologia oncologica, presentano comorbidità e disabilità. La complessità del quadro clinico impone un maggiore coordinamento tra ospedale e territorio, che inevitabilmente si traduce in una diversa e più pesante richiesta assistenziale per il Servizio sanitario nazionale. La mancanza di un coordinamento centrale si traduce, spesso, in richieste assistenziali incongrue e prestazioni inappropriate con ulteriore aggravio dei costi”.
Il 39% degli italiani (quasi 900mila persone) che convive con una precedente diagnosi di tumore ha un’età compresa tra 60 e 74 anni e il 34% (oltre 750mila individui) più di 75. Si calcola che un anziano abbia un rischio di morire di cancro 18 volte più alto di una persona più giovane negli uomini e 13 volte più alto nelle donne. Ma oggi sono pochi gli studi clinici condotti con farmaci antitumorali negli anziani.
“Le sperimentazioni – ha aggiunto Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN) – sono condotte normalmente nei maschi, giovani-adulti, con una sola patologia. La realtà clinica è invece molto spesso costituita da donne, anziane, con numerose patologie. In particolare per i farmaci biologici, che sono oggi utilizzati specialmente nel trattamento di tumori molto frequenti come quelli della mammella, del polmone e del colon-retto, non vi è esperienza clinica adeguata condotta negli anziani, che, invece, in alcuni casi, potrebbero ottenere risultati addirittura migliori rispetto ai più giovani. Nel nostro Istituto – ha concluso Tirelli – dal 2007 è attiva una clinica dell’anziano, un poliambulatorio a cui afferiscono tutti i pazienti oncologici di età superiore a 70 anni e che vengono trattati con protocolli specifici per l’anziano da oncologi e geriatri insieme. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia e ad oggi oltre 500 pazienti affetti da tumore della mammella, del polmone, della testa-collo, del rene e da linfomi sono stati trattati anche con farmaci biologici nella clinica dell’anziano del nostro Istituto”.
27 Giugno 2012
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