I risultati dell’indagine. L’82% degli intervistati ritiene la sanità integrativa il benefit più ambito
Su un campione di 2460 intervistati tra dirigenti aziendali, dirigenti in pensione e lavoratori non dirigenti, il 74% è convinto che le risorse disponibili per la sanità pubblica, nei prossimi 5 anni, diminuiranno notevolmente: il 56% è sicuro che la qualità delle cure peggiorerà e il 33% prevede che il Ssn non potrà garantire lo stesso livello di cura di oggi.
E’ proprio sulla base di queste considerazioni che l’82% degli intervistati è convinto che la sanità integrativa, più che la previdenza integrativa e più delle assicurazioni su rischi, infortuni e vita, è il benefit più desiderato dai lavoratori. Il 79% degli intervistati sostiene inoltre che la sanità integrativa contribuisce a migliorare la produttività, il 75% è convinto che contribuisce a migliorare la qualitFà del prodotto e il 69% afferma che concorre a migliorare i risultati economici e finanziari dell’azienda.
Una visione così negativa del futuro della sanità pubblica “è motivata, nella maggior parte dei casi – osserva l’indagine – sia a fattori connessi all’inefficienza attuale del Ssn sia a fenomeni esterni quali, ad esempio, l’invecchiamento della popolazione e la progressiva diminuzione delle risorse destinate al finanziamento della sanità”. Si rinforza quidi l’importanza di una copertura sanitaria integratia che, però, “incide poco sulla propensione alla copertura sanitaria e su i comportamenti nel campo delle diagnosi e della cura bdi eventuali patologie. Eppure, dal punto di vista degli operatori sanitari, è indubbio il sostegno che i Fondi sanitari potrebbero fornire alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.
Oggi la Sanità integrativa è presente in circa il 15% delle aziende manifatturire italiane con picchi che superano il 25% in alcune aree del Nord. La spesa sanitaria privata è pari a 30 miliardi di euro l’anno di cui l’87% è direttamente a carico dei cittadini e solo il 13% è assorbito da Fondi, Casse e Assicurazioni.
Il sistema Fasi assiste più di 310 mila persone. Nel corso del 2011 ha erogato più di 575 mila prestazioni, investendo risorse per oltre 270 milioni di euro. Il Fasi è basato su principi di mutualità e solidarietà: prevede l’estensione dell’assistenza sanitaria al nucleo familiare e ai dirigenti in pensione, in assenza di qualsiasi selezione del rischio.
18 Marzo 2013
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