Il consumo di cocaina compromette le capacità di scelta
Centrale inoltre per i modelli di assunzione di decisioni guidate dalla ricompensa è un segnale di controllo, chiamato il segnale di errore di predizione della ricompensa, che decide come il cervello dovrebbe imparare a valutare gli stimoli ambientali e gli stati mentali interni che conducono alla ricompensa. Gli studi condotti ipotizzano che, le persone con dipendenza da cocaina potrebbero avere compromissioni in entrambi i loro segnali neurali relativi agli errori fittizi o nella capacità di questi segnali di guidare i loro comportamenti. Per verificare questa ipotesi – prosegue la Harvey – sono stati reclutati 39 cocainomani, non in cerca di trattamento, in astinenza che sono risultati negativi al test per la cocaina (più di 72 ore di astinenza). In aggiunta, 16 di questi soggetti sono stati ri-scelti per una seconda sessione nella quale i soggetti testati erano positivi alla cocaina (meno di 24 ore dall’ultimo utilizzo riscontrabile). E’ stato usato un semplice gioco di investimento sequenzialedurante il quale i soggetti hanno subito una scansione fMRI. In questo compito, ai soggetti è stato chiesto di investire dei soldi in una serie di mercati stock. Questo ha permesso di indagare l’apprendimento e i cambiamenti comportamentali dovuti non solo ai risultati ottenuti, ma anche dai risultati “fittizi”, o scelte previste che potrebbero portare ad un più alto esborso durante il gioco. I risultati precedentemente pubblicati dal laboratorio (Lohrenz e al., 2007) dimostrano che l’attività BOLD nello striato dorsale sono correlati con gli errori fittizi, e che questi errori sono correlati con i cambiamenti nel comportamento durante il compito. Nel gruppo dei cocainomani, i risultati indicano che, a differenza dei soggetti di controllo, il segnale neurale correlato con l’errore fittizio positivo è assente nel gruppo che era in astinenza da più di 72 ore, ma il segnale è presente nel gruppo di soggetti positivi all’assunzione di cocaina. Le implicazioni di questi risultati – conclude la Harvey – saranno discusse insieme con i futuri piani per estendere il lavoro” .
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09 Giugno 2010
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