Il Diritto alla Salute per tutti: ancora attuale e prioritario l’obiettivo di Alma Ata
Attraverso i suoi 10 punti, la Conferenza espresse la necessità di azioni da parte di tutti i Governi, degli operatori della salute, e della comunità internazionale, per proteggere e promuovere il modello di attenzione primaria della salute, per tutti gli individui del mondo.
“Siamo ad un momento di svolta per la medicina generale e la scienza – dichiara Filippo Anelli, Presidente FNOMCeO. La vicenda dei vaccini ci mostra sempre di più come oggi i cittadini si pongano nei confronti della scienza e dei professionisti della Sanità. Il rapporto medico –paziente caratterizza il valore del medico di famiglia che ha una visione olistica che gli deriva dal lavoro che svolge e che lo proietta in una dimensione completamente diversa dagli specialisti.”
“Gli specialisti – conclude Anelli – come evoluzione della scienza, hanno caratterizzato il secolo scorso, ma non è possibile cancellare una visione complessiva e globale del paziente. Recupero che dovrà essere fatto non solo nella medicina generare ma in tutta la medicina, attraverso quella dimensione ippocratica che è composta dalla dimensione scientifica e da quella umana”.
“Alma Ata – dichiara Silvestro Scotti, Segretario Nazionale FIMMG – ci da una risposta rispetto al ruolo dei cittadini che oggi è vivo più che mai nel dibattito sui vaccini. La partita con i cittadini è spesso persa per la poca trasparenza di alcune scelte che li riguardano. Occorre lavorare per aumentare il riconoscimento sociale dei medici e la capacità fiduciaria tra medico e paziente. Questo percorso di affidamento, prevalentemente emotivo, non si è saputo ampliare a dovere in questi 40 anni”.
“La vera innovazione – dichiara Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale Tribunale Diritti del Malato Cittadinanzattiva – è l’attuazione di quello che viene deciso. I nuovi LEA, per esempio, sono solo sulla carta per quanto riguarda la parte specialistica; il Piano Nazionale della Cronicità, a due anni della sua approvazione è stato recepito solo da pochissime Regioni. Il vero banco di prova è realizzare in tempo medio-breve quello che viene deciso. Aggiungo che si celebra quest’anno anche un altro anniversario: quarant’anni dalla fondazione di Cittadinanzattiva, quarant’anni di partecipazione e tutela dei diritti che hanno molto in comune con i punti di Alma Ata.”
“Portare la medicina il più possibile vicina ai luoghi di vita e di lavoro – secondo Barbara Mangiacavalli, Presidente Nazionale FNOPI – è il cuore della Dichiarazione di Alma Ata ed è ciò che ancora va ridisegnato rispetto alle esigenze dei cittadini. Molto è stato fatto, innovato e dibattuto sugli ospedali, giustamente, essi devono però, essere inseriti in una rete che risponde ad altri bisogni di presa in carico. Il tema odierno è lasciare le persone malate nel loro contesto quotidiano spostando i professionisti”.
“La cura non è solo verso la malattia ma verso la persona – è quanto sottolineato rispetto ad Alma Ata da Ignazio Aprile, Segretario Regionale FIMMG Puglia. Non è sostenibile che la Salute abbia una visione unicamente ragionieristica per dare le giuste risposte alla popolazione. Non è solo una questione di risorse ma anche di sistema, di compartimenti stagno che occorre eliminare al suo interno creando invece delle reti: quello che Alma Ata chiamava medicina di iniziativa. “
A concludere l’incontro, gli ospiti internazionali che hanno testimoniato l’importanza del ruolo dell’Europa nelle politiche sanitarie: Clive Needle, Senior Policy Advisor and Executive Board Member of EuroHealthNet – rete alla quale la Regione Puglia da quest’anno fa parte dell’executive board attraverso l’AReSS Puglia – e Juan Tello Responsabile di European Centre for Primary Care di OMS Europa di cui è stato trasmesso il video-saluto.
13 Settembre 2018
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