Immobilizzazione arti inferiori ed eparina per la prevenzione delle tromboembolie

Immobilizzazione arti inferiori ed eparina per la prevenzione delle tromboembolie

Immobilizzazione arti inferiori ed eparina per la prevenzione delle tromboembolie
L’immobilizzazione della porzione inferiore della gamba è associata alla tromboembolia venosa. La somministrazione di eparina a basso peso molecolare (LMWH) rappresenta un’opzione di trattamento anticoagulante che potrebbe essere impiegata nei pazienti adulti i cui arti inferiori devono essere immobilizzati per la prevenzione della tromboembolia venosa e delle sue complicazioni. Una prima revisione sistematica sull’argomento, edita nel 2008, è stata recentemente aggiornata, con lo scopo di verificare l’efficacia preventiva di questa opzione se praticata direttamente in ambulanza. In base a quanto riscontrato, l’incidenza della tromboembolia venosa nei pazienti che hanno subito un trauma agli arti inferiori e sono stati di conseguenza immobilizzati per almeno una settimana varia dal 4,3% al 40% in assenza di alcuna forma di profilassi. Tale incidenza scende ad un range dallo 0% al 37% se viene praticata un’iniezione sottocutanea di LMWH al giorno, e questo dato rimane costante nei pazienti trattati conservativamente, in presenza di fratture o di danni ai tessuti molli, a seguito di interventi chirurgici, in presenza di trombosi prossimali o distali oppure di ingessature al di sotto del livello del ginocchio. La comparsa di emorragie maggiori come complicazione è stata giudicata estremamente rara, e non è stato riportato alcun caso di trombocitopenia indotta dall’eparina. (Cochrane Database Review 2014, pubblicato online il 25/4)

20 Maggio 2014

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