In Italia due decessi sospetti dopo somministrazione vaccino AstraZeneca. Aperte inchieste
Dubbi anche sul decesso avvenuto il 6 marzo di Davide Villa, 50 anni, agente in servizio all’Anticrimine di Catania per il cui decesso è stato aperto un fascicolo al momento senza indagati in cui si ipotizza il reato di omicidio colposo. Le loro dosi erano provenienti dallo stesso lotto (ABV2856), il cui utilizzo in Italia è stato vietato dall'Aifa. Lo riporta Tgcom 24.
La procura di Siracusa ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone, tutte accusate di omicidio colposo. Si va dalla catena di distribuzione del vaccino dalla società AstraZeneca che lo produce, fino al personale sanitario dell'ospedale militare che si è occupato dell'inoculazione.
Verifiche dei Nas, campioni all'Iss – L'acquisizione delle documentazioni cliniche è avvenuta in stretta collaborazione coi Nas e le autorità competenti. I campioni del lotto ABV2856 verranno analizzati dall'Istituto superiore di Sanità. L'Aifa comunicherà tempestivamente "qualunque nuova informazione dovesse rendersi disponibile".
Sequestrate le fiale del vaccino. Stefano Paternò, residente a Misterbianco (Catania), è morto nella sua abitazione, dodici ore dopo essersi sottoposto alla prima dose di vaccino. Gli avvocati Dario Seminara, Lisa Gagliano e Attilio Indelicato, hanno presentato un esposto per conto della moglie Caterina Arena e dei figli di 12 e 14 anni, per capire le cause della morte: "Va verificata nell'interesse della collettività l'ipotesi di uno stock di fiale difettose o di improvvide manovre o ogni altra possibile causa". La Procura di Siracusa, che indaga sull'episodio, sembra abbia disposto il sequestro delle fiale e stia verificando la posizione dei medici e degli infermieri che si sono occupati della somministrazione.
11 Marzo 2021
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