In vista anche la riforma dello Statuto. Prevista riduzione membri Cda e revisione compensi
Durante l'informativa è stato spiegato che il nuovo statuto, oltre alle tradizionali funzioni previdenziali e assistenziali, prevedrà per l’Enpam un ruolo crescente nel welfare, che si tradurrà in un maggiore sostegno agli iscritti. Verrà messo nero su bianco che investimenti economici dovranno essere finalizzati alla previdenza. Inoltre, dal punto di vista della rappresentanza, è previsto il mantenimento delle attuali consulte, espressione delle varie categorie di contribuenti, e l’introduzione di un “Osservatorio dei pensionati”, i cui componenti avranno diritto di parola alle sedute del Consiglio nazionale.
La Commissione paritetica Enpam-Fnomceo è attualmente al lavoro per definire nei dettagli la proposta finale.
Concluso l’iter preparatorio, il testo verrà sottoposto al voto dell’attuale Consiglio nazionale – formato dai presidenti o delegati dei 106 Ordini dei medici e degli odontoiatri d’Italia – e diventerà esecutivo dopo l’approvazione da parte dei ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia). L’obiettivo è che le nuove regole entrino in vigore nel luglio 2015, quando si insedierà il prossimo Consiglio di amministrazione.
Revisione in vista per i compensi degli Organi collegiali
La revisione dei compensi degli Organi collegiali dell’Enpam sarà all’ordine del giorno del prossimo Consiglio nazionale ordinario della Fondazione. Lo hanno deciso i componenti dello stesso Consiglio approvando a maggioranza una mozione in cui contestualmente si riconosce al Presidente e al Consiglio di amministrazione dell’Enpam di aver “reso trasparenti tutti gli atti della gestione della Fondazione”.
Nel documento si sottolinea che una completa riforma del meccanismo dei compensi dei membri degli organi collegiali è “indispensabile” e che deve essere fatta “in seguito all’approvazione del nuovo statuto”. Nel frattempo la mozione impegna il CdA a presentare una proposta di revisione già alla prossima seduta ordinaria del parlamentino della Fondazione.
La proposta è stata avanzata dai arappresentanti di dodici Ordini provinciali (Agrigento Bergamo, Catania, Chieti, Como, Cremona, L’Aquila, Lecco, Monza, Pavia, Vercelli e Venezia).
01 Luglio 2013
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