Iqvia: “Diagnosi di tumore e biopsie dimezzate durante la pandemia e ritardi negli interventi chirurgici”
Inoltre si evidenzia anche come “nei reparti di oncologia in Italia si è registrata una diminuzione del 57% delle visite: gli oncologi dichiarano che in media prima dell’insorgenza del Covid-19 visitavano circa 80 pazienti alla settimana, ma che nell’ultima settimana presa in esame ne hanno visitati 34. Non solo. Il 45% dei malati oncologici ha rimandato la chemioterapia. Questi ritardi avranno un forte impatto su queste patologie, non solo a causa dell’importanza della tempestività della diagnosi e della terapia, ma anche per l’arretrato difficilmente gestibile che subiranno gli ospedali nel prossimo futuro. Infatti, secondo il sondaggio, il 28% dei pazienti oncologici subirà un ritardo nella chemioterapia e nella chirurgia”.
I medici chiedono, secondo l’indagine IQVIA, di “rivedere il modello di presa in carico dei pazienti, potenziando l’assistenza domiciliare e tutti i servizi di supporto ai pazienti, soprattutto quelli fragili, riducendo così l’afflusso dei pazienti in ospedale. Bisognerà investire nella telemedicina e nella diffusione dei dispositivi wearable per aumentare il monitoraggio a distanza. E’ emersa la necessità di predisporre la somministrazione di farmaci ospedalieri a domicilio e di risolvere il problema della carenza di alcuni farmaci, dispositivi medici e materiale di protezione personale”.
“Non bisogna perdere – prosegue la nota – l’abbrivio di questa crisi. Se ben gestita, potrà servire da catalizzatore per incentivare il cambiamento in meglio della sanità e per lo sviluppo della digitalizzazione. Già vediamo i primi timidi segnali: per esempio il nuovo impulso alle cure domiciliari o la possibilità per i pazienti Covid isolati di comunicare con le proprie famiglie via app o tablet; si è realizzata la ricetta dematerializzata (via sms e e-mail), finalmente diventata il modo per i medici di base di evitare gli affollamenti negli ambulatori. Anche la telemedicina ha subito nuovo impulso con diverse delibere in tutte le Regioni. I sistemi sanitari non vedranno un rapido ritorno a una situazione pre-crisi. L'impatto di Covid-19 sull'innovazione sarà una sfida a lungo termine”.
14 Maggio 2020
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