Italia terz’ultima in Europa per accesso alla contraccezione
La consapevolezza sulla disponibilità dei metodi contraccettivi moderni rimane, però, ancora molto bassa. “La pillola viene scelta nell’86% dei casi per la sicurezza – ha aggiunto Valeria Dubini, Vice Presidente Aogoi – ma siamo lontani dai Paesi virtuosi nei dati di utilizzo: in Italia solo il 16,2% delle donne la usa regolarmente, contro il 41,5% della Francia”. “Quello relativo all’educazione sessuale è un dato molto positivo per il nostro Paese – ha spiegato Nicola Surico, Presidente Sigo – perché gratifica gli sforzi profusi in questi anni dalle Associazioni dei ginecologi italiani. Con ‘Scegli Tu’ (www.sceglitu.it) siamo al fianco delle nostre giovani con l’obiettivo di promuovere una miglior cultura sulla sessualità”.
Uno strumento per rendere la donna più informata. “Vogliamo far sapere che la contraccezione ormonale è amica della salute riproduttiva – ha sottolineato Dubini – ma troppo spesso non si valorizzano i benefici della pillola per esempio su regolarità del ciclo, mestruazioni dolorose e/o abbondanti, sindrome premestruale. I suoi punti di forza sono l’elevata sicurezza, l’alta tollerabilità, il ridottissimo impatto metabolico e la sua totale reversibilità. Tutte caratteristiche che la rendono l’alleata della salute di una donna, un metodo contraccettivo valido a tutte le età e particolarmente indicato per le giovani”.
Per migliorare l’accesso alla contraccezione moderna nel nostro Paese i ginecologi dal loro congresso nazionale lanciano un programma in cinque punti. “Sono 5 priorità che vogliamo mettere in pratica con il sostegno e il coinvolgimento delle Istituzioni – ha dichiarato il presidente Sigo Nicola Surico – perfezionare la formazione degli specialisti, già a partire dalle Università; introdurre l’educazione sessuale come materia obbligatoria nelle scuole; migliorare la situazione qualitativa e quantitativa dei nostri consultori; condividere un’Agenda della Salute per accompagnare le donne nelle diverse età della vita riproduttiva; migliorare l’assistenza post-partum e proseguire sulla strada intrapresa con il calo delle interruzioni volontarie di gravidanza”.
Cinque punti per rendere la donna sempre più consapevole e libera di organizzare la propria vita sessuale e il proprio sviluppo personale, sociale e professionale. In quest’ottica, la persona più qualificata per consigliare una giovane, sciogliere tutti i suoi dubbi ed indicarle quale è il metodo contraccettivo più adatto alle proprie esigenze è proprio il ginecologo. “Purtroppo solo il 20% delle ragazze viene da noi per chiedere queste informazioni – ha evidenziato Arisi – Una volta entrata nella fase della pubertà una teenager dovrebbe sottoporsi almeno una volta l’anno ad una visita ginecologica. Anche perché, come tutti sanno, nel nostro Paese l’educazione sessuale non è una materia scolastica obbligatoria. Una anomalia che come ginecologi denunciamo da tempo e che contraddistingue in negativo l’Italia dal resto d’Europa. È perciò fondamentale educare le adolescenti a considerare il ginecologo, uomo o donna, come l’alleato più sicuro per vivere in serenità, anche la stagione dell’amore: perché le aiuta a conoscersi e a fare una scelta contraccettiva responsabile e su misura”.
Tematiche di estrema attualità, se consideriamo che nel Vecchio Continente il 44% delle gravidanze sono indesiderate e che di queste il 64% finisce in aborto. Tra le diverse opzioni che lo specialista può consigliare, dovrebbero trovare maggior spazio i contraccettivi intrauterini ormonali (IUS). “La contraccezione intrauterina è usata da più di 160 milioni di donne nel mondo – ha sottolineato Dubini – Rappresenta la via di somministrazione più diffusa al mondo. Ma se in Europa è utilizzata dal 15% delle donne, nel nostro Paese la percentuale di impiego è soltanto del 3-5% tra le donne in età fertile. In particolare, i contraccettivi intrauterini più innovativi, con rilascio locale di una bassa dose di progestinico, garantiscono un’efficacia reale del 99,9% e sono una soluzione molto pratica, che gli anglosassoni definiscono ‘fit and forget’. Niente calcoli né sforzi mnemonici. Inoltre presentano il vantaggio di non interferire con la propria sessualità”.
Aspetti di grande importanza, se si considera che da un’indagine Sigo della scorsa primavera è emerso che ben il 42% delle under 25 italiane non utilizza nessun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale. “Su questi temi solo 3 ragazze su 10 ricevono informazioni corrette da parte di ginecologi, medici e insegnanti – ha concluso Surico – Il rimanente 70% le apprende da fonti non qualificate come gli amici, giovani parenti o siti internet. A questo bisogna aggiungere che i consultori familiari sono il 30% in meno di quelli previsti dalla legge e solo 1 su 4 ha un organico completo di tutte le figure professionali. Per colmare queste gravi lacune noi ginecologi della Sigo da anni portiamo avanti il progetto educazionale Scegli TU. Abbiamo organizzato importanti convegni, gestito un numero verde informativo, prodotti numerosi opuscoli e un KIT d’educazione sessuale per gli studenti e realizzato campagne d’informazione per l’estate. Abbiamo deciso di rivolgerci a quelle che sono le categorie più esposte ai rischi di comportamenti sessuali errati e irresponsabili ovvero i giovani e gli stranieri. Grazie a Scegli TU abbiamo ottenuto grandi risultati, raggiunto un numero importante di giovani e ridotto il ‘differenziale’ con gli altri paesi europei”.
07 Ottobre 2013
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