L’identikit del farmaco
“La necessità di capire meglio i benefici di queste molecole rispetto ai FANS tradizionali nel trattamento a lungo termine dell’infiammazione e del dolore osteoarticolare e di conoscere in maniera più approfondita il livello di tollerabilità nella pratica clinica hanno portato negli ultimi anni ad un fiorire di trial clinici su importanti numeri di pazienti”, ha spiegato Silvano Adami, docente di Reumatologia all’Università degli Studi di Verona e Direttore dell’Unità Operativa di Reumatologia all’Azienda Ospedaliera-Universitaria Integrata di Verona. “Etoricoxib entra nel momento della rivalutazione dei FANS, conquistando il suo spazio a ragione, grazie a studi clinici che ne dimostrano l’elevata selettività per COX-2, l’irrilevante interferenza su COX-1 e quindi un buon profilo di sicurezza a livello gastrico”.
L’estensione dell’indicazione d’uso nel trattamento a breve termine del dolore acuto post-chirurgia dentale apre uno scenario interessante sull’utilizzo di etoricoxib, ridisegnato quale molecola a spiccata attività antinfiammatoria e antalgica dal momento che la lunga emivita (quasi 24 ore) del farmaco nel sangue assicura con una sola somministrazione al giorno un prolungato effetto sia sull’infiammazione che sul dolore acuto. “La disponibilità di dati che documentano oggi la potenza antalgica di etoricoxib in trattamenti a breve termine anche su modelli di dolore acuto associato a chirurgia dentale fornisce conferme importanti e rende questa molecola una opzione terapeutica di riferimento nel trattamento cronico del dolore e dell’infiammazione associati alle patologie ostearticolari più frequentemente gestite in ambito ortopedico”, ha osservato Paolo Cherubino, Presidente della SIOT, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, e Direttore dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Ospedaliera Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese.
Etoricoxib per la sua spiccata azione analgesica e antinfiammatoria e per il suo buon profilo di tollerabilità gastrointestinale si pone come terapia di prima scelta nel trattamento del dolore e dell'infiammazione associata alle più comuni patologie osteoarticolari. Solo il 60% dei pazienti italiani si rivolge al medico di famiglia, ma uno su due non è soddisfatto delle informazioni e delle cure ricevute. Un terzo dei pazienti “prova” tre o più farmaci, il 70% continua ad avere dolore per più di 12 ore al giorno.
Articoli correlati:
06 Marzo 2013
© Riproduzione riservata
I più letti

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

Medici di famiglia. Oliveti (Enpam): “Bene il riconoscimento della competenza previdenziale dell’Ente”

Riforma professioni sanitarie. Le proposte dell'opposizione per una svolta partecipata e innovativa

Super intramoenia in Lombardia. Associazioni chiedono lo “stop a nuove convenzioni privatistiche nel pubblico”

Nasce il Corpo unico della Sanità militare. Ma la riforma ha un difetto: nessuno sa quanto costa

Liste d’attesa. Schillaci: “Ora abbiamo i dati. Stop a intramoenia fuori controllo e agende chiuse”

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Il caso del cuore danneggiato trapiantato a un bambino a Napoli, facciamo il punto

Milleproroghe. Medici in servizio fino a 72 anni e addio alla ricetta cartacea. Gli emendamenti approvati in commissione Bilancio

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico