L’Usb: “No alla privatizzazione dell’Iss”
Ecco la nota:
L’Istituto Superiore di Sanità ha 80 anni di storia. In questi anni premi nobel e migliaia di lavoratori hanno fornito al Paese un contributo eccezionale: lotta alla malaria e produzione della penicillina subito dopo la guerra, ricerca di alto livello e controlli su farmaci e vaccini, pareri tecnico-scientifici alle istituzioni, intervento nelle emergenze (Seveso, Chernobil) e mantenimento di conoscenze. 80 anni in cui l’ISS è restato sempre indipendente perché pubblico.
Tutto questo rischia di essere cancellato lasciando il paese senza un organo terzo che differentemente da un’agenzia è libero del potere politico e coerentemente con la sua funzione pubblica è incompatibile con il privato. USB intende difendere con ogni forma di lotta questo bene comune! Usb ha indetto lo stato di agitazione chiamando i lavoratori alla mobilitazione già a partire da lunedi 22 luglio con un presidio alle ore 11,00 presso l’Aula Magna dell’Istituto (viale Regina Elena, 299, Roma). Infatti alle 12,00 è in programma il cda che dovrebbe dare il via libera alla bozza di statuto che il presidente Oleari (in precedenza dirigente del ministero della salute) ha presentato nel tardo pomeriggio di venerdi 19 luglio e che contiene fortissimi elementi di privatizzazione dell’Ente e precarizzazione.
L'ISS che emerge dalla bozza di statuto rappresenta un danno per il Paese che perderebbe di fatto l'unico ente di ricerca sanitaria che nei suoi 80 anni di storia ha garantito, proprio grazie alla sua totale indipendenza dal privato, una ricerca sanitaria libera e di qualità tutta al servizio dei cittadini e servizi tecnico scientifici al Ministro della Salute e alle regioni.
Una privatizzazione di fatto che sottende un drastico ridimensionamento con perdita di competenze a favore di agenzie come Aifa e Agenas. Sostanzialmente si andrebbe verso una burocratizzazione del sistema utile esclusivamente alla industria, farmaceutica e non, cancellando l'ente che in questi anni con le proprie competenze, in continua evoluzione grazie alla ricerca, ha saputo fornire al paese supporto scientifico in tutte le situazioni di crisi nelle quali era in pericolo la salute dei cittadini.
Infatti, l'iss è riconosciuto internazionalmente da 8 decenni ed il personale a tempo indeterminato e precario che vi opera è in grado di rispondere alle emergenze di qualsiasi natura con la consapevolezza di svolgere un ruolo al servizio dell'unica committenza che conosce, quella sociale, i cittadini. Usb si opporrà con tutti i mezzi a propria disposizione contro qualsiasi tentativo di privatizzazione e non lascerà che l'ennesimo patrimonio di conoscenza di questo Paese venga dilapidato. Il personale che da lunedi entrerà in mobilitazione intende difendere la propria funzione e quella dell'ente già messe in pericolo dalle misure di questo governo e del precedente come la spending review e il permanente blocco delle assunzioni.
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22 Luglio 2013
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