Le voci dalla piazza: “Essere qui è un dovere”
Chi si è già scontrato con i concorsi d’accesso alle scuole di specializzazione lamenta l’inadeguatezza di criteri e parametri. “Sono partita in macchina da Bari per venire a gridare la mia rabbia – racconta Raffaella, laureatasi un anno fa – Non ho superato l’ammissione a pediatria, ma le modalità di valutazione sono prive di ogni legame con la realtà. Viene attribuito un peso eccessivo al voto di laurea, mentre andrebbe valorizzato il risultato del test”. E per chi viene escluso, l’unica speranza resta il corso in medicina generale. “Lo inizierò tra poche settimane – prosegue Raffaella – Ma garantisce poco più di ottocento euro al mese e non è equiparato alle scuole di specializzazione. Sono in piazza anche per chiedere di modificare questa norma: è un’anomalia tutta italiana”.
Per coloro che non riescono ad accedere neanche al corso di medicina generale le prospettive sono ridotte al lumicino. “L’unica soluzione è cercare di sbarcare il lunario con le guardie mediche – spiega Filippo, studente al quinto anno arrivato in pullman da Padova – Ma è sempre più difficile ottenerle e di certo non garantiscono un reddito dignitoso, anzi”. L’ottimismo però non è ancora tramontato, anche perché l’adesione alla mobilitazione non è circoscritta alla piazza romana. “I nostri colleghi che non sono riusciti a venire hanno organizzato un sit in a Padova e lo stesso è accaduto in tante altre città – sottolinea con entusiasmo Jacopo, anche lui al quinto anno – Sono sempre di più i ragazzi che stanno alzando la testa e che stanno prendendo coscienza delle difficoltà, a volte insormontabili, che saremo costretti ad affrontare. Ormai la gravità del momento è percepita da quasi tutti”. E non manca neanche una buona dose di fiducia sulla possibilità di invertire la rotta. “L’anno scorso le mobilitazioni contro l’aumentata tassazione per le borse di specializzazione – ricorda Giorgia, romana a un passo dalla laurea – permisero di bloccare il provvedimento. Siamo qui perché vogliamo che le istituzioni ci ascoltino e accolgano anche stavolta le nostre istanze”.
Gennaro Barbieri
07 Novembre 2013
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